Coordinamento di partitini e di comitati: scongiuriamo le commistioni

25 Luglio 2017
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Andrea Pubusa

Non passa giorno senza che si abbia notizia di apparati organizzativi in allestimento. Si appropinquano le elezioni e tutti vogliono essere pronti. Così anche Articolo UNO - MDP, dopo la prima iniziativa pubblica con Massimo D’Alema a Sassari lo scorso aprile, procede in Sardegna a strutturarsi. A Sassari ora sono stati formati anche gli organismi dirigenti.  A parte gli incarichi provinciali è di qualche interesse la rappresentanza del territorio sassarese nel coordinamento regionale: sono stati designati Omar Chessa e Loredana Chessa. Anche il coordinamento provinciale è interessante per la presenza di ex parlamentari Antonio Attili, Francesco Carboni e Giovanni Meloni, del Consigliere regionale Daniele Cocco, di diversi consiglieri e assessori comunali, nonché numerosi militanti della sinistra sarda. Ora è alle porte la meritata e sacrosanta pausa estiva ma, subito dopo ferragosto, entrerà nel vivo la campagna di adesioni al Movimento ed in autunno ci sarà una conferenza programmatica ed organizzativa volta a costruire ed articolare MDP nei territori e nei vari Comuni.
A cosa puntano i nostri eroi? Manco a dirlo alle prossime elezioni politiche. Sarà quello il punto di partenza per la costruzione di un nuovo partito politico che vedrà, come interlocutori principali di Articolo UNO,  Campo Progressista, Possibile, Sinistra Italiana, udite!, udite!, i comitati del referendum costituzionale, tutti soggetti già uniti nella vittoriosa battaglia a difesa della Costituzione del 4 dicembre 2016.
Tutto procede bene, signora marchesa? Sì e no, dipende dai punti di vista. Se - come sembra - tutti questi partitini strutturano gli organismi dirigenti, anziché proporsi di autoestinguersi per risorgere più grandi, è evidente che la creazione di una credibile forza della sinistra rimane una chimera. Ci saranno le solite litanie unitarie, ma alla fine prevarrà la divisione e la ricerca affannosa del seggio da parte di questo o quel dirigente di questo o quella sigla. Non s’intravede in tutto questo nessun atto di generosità, come invece ha lucidamente auspicato D’Alema nei giorni scorsi, quale premessa indispensabile per mandare avanti un processo unitario, di ricomposizione reale a sinistra. Tutto sembra buttare al contrario per una corsa all’accapparramaneto di cariche interne, da mettere all’incasso al momento della formazione delle liste.
L’elenco dei dirigenti di Sassari si presta inoltre a considerazioni più ampie e preoccupanti per chi sia impegnato nei comitati per l’attuazione della Costituzione e dello Statuto sardo (ex comitati per il NO). Sembra una conferma di un’ipotesi che avevamo ventilato, e cioé che il cosiddetto Comitato dei comitati o coordinamento regionale dei comitati per il NO tenda, in realtà, a divenire un intergruppi di corto respiro elettorale. Sia detto con chiarezza: si riconosce la piena legittimità di ogni scelta, ma Omar Chessa e Giovanni Meloni, rappresentanti del coordinamento di art. UNO-MDP, sono gli stessi componenti del coordinamento regionale dei comitati del NO, di cui fa parte anche Lucia Chessa aderente ai Rossomori. Nessuna incompatibilità sia ben chiaro, ma la pretesa di direzione del Comitato dei comitati nei confronti dei comitati sorti in Sardegna in vista del referendum costituzionale e anche di quello cagliaritano, hanno l’aria di una inaccettabile chiamata alle armi in vista dell’alleanza elettorale regionale e non solo. Insomma, il sedicente coordinamento regionale dei comitati, a causa di questa commistione con ruoli partitici, si atteggia come una sorta di facilitatore di quella alleanza politica ed elettorale a sinistra, che sarà anche utile, ma è altra cosa rispetto all’impegno nei comitati. Volete una riprova o, se preferite, un indizio della fondatezza di quanto si va dicendo? Nella nota stampa di art. 1 - Mdp sassarese, fra i soggetti da aggregare in vista delle prossime scadenze elettorali, ci sono anche i comitati del referendum costituzionale, vittoriosi il 4 dicembre. Sarà un lapus freudiano o un’imprecisione, ma il comitato nazionale per il NO ha ribadito anche nella sua recente assemblea del 24 maggio la sua totale estraneità a iniziative politiche di qualunque genere. Ecco perché il Comitato d’iniziatiova costituzionale e statutaria di Cagliari si chiama fuori da questa partita e riconferma l’assoluto disinteresse ad ogni ipotesi elettorale. Gli aderenti possono votare chi vogliono e candidarsi con qualunque lista o coalizione, ma a titolo personale. I comitati mantengono la loro rigorosa autonomia, come organismi di base e di scopo: puntano all’attuazione della Costituzione e dello Statuto regionale, senza alcun coinvolgimento nelle tormentate scelte delle varie frazioni o fazioni della fu-sinistra italiana e sarda. Se così non fosse tante valorose persone di altra estrazione culturale sarebbero escluse dalla vita dei comitati. La netta autonomia di questi è l’unico modo per salvaguardare quel miracolo unitario manifestatosi nella campagna referendaria, risultata vittoriosa il 4 dicembre. Veterani e reduci, nuovi aderenti hanno potuto fare un’appassionata battaglia insieme perché uniti dalla finalità di salvare la Costituzione. Ora lo scopo è attuarla. Tutto il resto, è rispettabile, ma si gioca in altre sedi. Evitare le commistioni, per di più con pretese di direzione, sarebbe quantomai saggio, opportuno e, sopratutto, responsabile.

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  • 1 Oggi martedì 25 luglio 2017 | Aladin Pensiero
    25 Luglio 2017 - 09:12

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