Carbonia. Dai Verbali delle riunioni e delle assemblee, i primi mesi di vita del Partito comunista

21 Giugno 2020
1 Commento


Gianna Lai

Documenti Storici - TESSERA PCI PARTITO COMUNISTA ITALIANO 1954 ...

Un momento importante della nascita della vita democratica  a Carbonia: la creazione delle sezioni comuniste. L’inizio della storia del centro minerario in questo blog il 1° settembre 2019.

Nel corso del 1944,  il tesseramento al Partito comunista, iniziato verso la fine del ‘43, raggiunge a Carbonia i 700 iscritti, tutti di sesso maschile, 188 i continentali. Sopratutto operai delle miniere  e poi capisquadra e sorveglianti, pochi gli impiegati,  perché già selezionati rigidamente dall’azienda all’atto dell’assunzione..
E si può leggere  direttamente sui verbali l’andamento del PCd’I a Carbonia, dalla nascita alle prime riunioni, che si  svolsero nell’abitazione del segretario Vincenzo Pirastru, in via Gallura, e poi nei locali della sezione Lenin, aperta inizialmente presso lo spaccio della vecchia Cooperativa aziendale, in via Cagliari. In seguito si aprirono le sezioni Gramsci, Stalin, Togliatti, in via Costituente, nel corso Iglesias, in via dell Vittoria, ecc.
Ad aprire la prima sede Pirastru, Mistroni, Russo (Russoni), ingegnere della SMCS, Deliperi, Olianas, Suella, Pisu, Contorni, Alcidi, Montagni, Mangiardi, Salidu, Poletti e l’avvocato Giganti e Cocco e quel Brau, che visse al confino con Luigi Longo,  e che fu poi assegnato al corpo di guardia del Partito a Roma.
Pur fortemente avversati dalle autorità alleate, pronte a rintuzzare le iniziative del neonato movimento politico, in così poca simpatia era tenuta la neonata sinistra,  la prima riunione si tenne già il 30 ottobre 1943, in via Gallura, n^10/8: all’odine del giorno la costituzione della sezione, la nomina del Comitato direttivo, il programma del Partito e la designazione dei tre membri per il Comitato di Concentrazione Antifascista cittadino. Schematico il resoconto, a firma del segretario Pirastru: ‘Pirastru ricorda ai compagni le dure battaglie combattute in 20 anni di aberrazione fascista e quelle che ancora si dovranno combattere’, e  ricorda l’impegno dei comunisti italiani contro il regime, per poi sottolinearne  l’importante presenza in città, fra i minatori, nel contesto di un mondo che si avvia verso la rivoluzione mondiale. ‘Dichiara la costituzione della sezione del Partito, tutti i compagni presenti approvano per acclamazione, inneggiando alla Rivoluzione mondiale’. Suella, Pirastru e Mangiardi, i dirigenti designati per il Comitato di Concentrazione, ‘dove i compagni  dovranno comportarsi secondo le indicazioni del Comitato direttivo e, possibilmente, prendere sempre per primi le iniziative’, mentre il direttivo  di sezione risulta composto da  Pirastru, segretario, Contorni e Russoni (Russo).
E il verbale del 2 novembre 1943, l’intervento di Pirastru e Russoni sull’urgenza ‘di creare opuscoli ed un giornale del partito per sviluppare, in mezzo alla massa dei lavoratori, la nostra propaganda’. In sezione si  raccoglie un primo fondo di 761 lire. ‘Pirastru e Contorni, rispettivamente nominati segretario e cassiere, su proposta di Russoni’,  quindi, i provvedimenti da prendere: ‘il compagno Pirastru chiede  a Maricca di discolparsi dalle accuse mossegli dal compagno Spano, secondo il quale nel periodo del fascismo egli venne denunciato, in quanto antifascista, dal Maricca stesso. Dopo un’ampia discussione il compagno Pirastru propone l’immediato allontanamento dalla sezione del cittadino Marica. I compagni approvano all’unanimità’.
E del 17 novembre 1943, incontro dedicato ‘al 26^ Anniversario della Repubblica Sovietica Russa’. Il segretario  spiega ‘quale sia oggi la potenza militare e politica della Russia e termina con una lucida relazione, commemorando tutti i martiri caduti per la causa della rivoluzione mondiale, al grido entusiasta di tutti i compagni presenti di viva l’esercito rosso, viva la Rivoluzione mondiale’ Significativa la presa di posizione del partito sulle manifestazioni spontanee esplose a Carbonia contro il carovita: ‘alla discussione sul comportamneto  da tener in merito  al movimento isolato degli operai, si è venuti ad un perfetto accordo tra tutti i componenti la riunione, secondo i quali i lavoratori non dovrebbero prendere come loro arma di protesta lo sciopero di piazza, prima che siano organizzati. Per il momento è necessario collaborare, finchè sarà possibile, con tutte le forze dei partiti antifascisti’, quelli cioè del Comitato di Concentrazione antifascista.
E poi  sulla stampa e propaganda, il compagno Pirastru: ‘da un incontro avuto coi compagni di Sassari, presto si avrà un nostro giornale. Tutti noi dovremmo contribuire  finanziariamente,  e con l’appoggio morale, affinché questo giornale possa avere lunga vita’. E ci si riferisce a ‘Il Lavoratore’, giornale sardo comunista,  che avrebbe visto la luce nel febbraio successivo, ‘per garantire informazione e conoscenza sulle varie esperienze locali’.
E poi sul Soccorso Rosso, appena costituito, le prime raccolte in sezione di 190 lire, mentre il direttivo viene ora allargato alla partecipazione dei compagni Carrus e Alcidi. Si parla della necessità di un locale destinato alla sezione, ‘per dare maggiore sviluppo  alla nostra organizzazione interna ed esterna,’ in vista della costituzione di un circolo giovanile e del Sindacato minatori, quando aumenterà la partecipazione e ‘molte saranno le adesioni alla nostra organizzazione’. Infine, le domande di tre simpatizzanti presentati da Alcidi, Suella e Pirastru: ‘Amantini Ottavio, Scanu Cesare, Luigi Ikavs, che vengono ammessi’, quindi  ’si chiude l’Assemblea con l’entusiastico grido di w la Rivoluzione mondiale’.
L’assemblea del 28 novembre, presso il Cineteatro del dopolavoro, è dedicata alla ‘Nazione in guerra e al  tesseramento’: il ragionier Lazzari ‘dà una spiegazione del ruolo che i comunisti hanno e dovranno avere per la salvezza del paese e per la sua liberazione dai nazifascisti’, gravi le  condizioni in cui si trovano le città della martoriata nazione, in grave pericolo i compagni che combattono per liberare l’Italia dal fascismo e dal nazismo’.   Si affronta quindi il discorso, che  comincia a farsi pressante in città, sull’unità e la  disciplina nel partito,  dando così avvio al tesseramento.
E l’assemblea del 12 dicembre, sul Congresso dei segretari di sezione a Oristano, tutta dedicata all’illustrazione dello Statuto del PCI regionale. E l’assemblea di sezione del nuovo anno, 9 gennaio 1944, un discorso rivolto ai giovani ‘per la formazione di una vera coscienza  politica e ideologica comunista’, perché siano disciplinati ed attenti alle direttive del partito. Spetta a Renato Mistroni, minatore di Bacu Abis,  definire la linea del Pci, partendo dalla sua storia e dalla sua opposizione immediata al fascismo, ‘alla polizia fascista e agli squadristi, alla loro crudeltà, contro i compagni  che non vollero piegarsi di fronte a tanta prepotenza e vigliaccheria’. E ricorda ‘i compagni migliori uccisi in carcere, fra questi il compagno Antonio  Gramsci che oggi, specie per i compagni sardi, avrebbe potuto essere di non indifferente aiuto. Ma i sardi sapranno col simbolo di questo compagno martoriato tenere alta la fiamma del partito comunista e della rivoluzione mondiale’

1 commento

Lascia un commento