Elezioni comunali di Cagliari. Al primo turno meglio dare un forte segnale di cambiamento

14 Maggio 2024
2 Commenti


Andrea Pubusa

Il sindaco è senz’altro il referente istituzionale più vicino alla comunità e ai singoli cittadini. Dev’essere perciò una persona affidabile sul piano personale e politico. Penso che la stima verso il candidato a quella carica sia il primo stimolo a votarlo, a preferirlo agli altri. Nella scelta del candidato così importante si deve tener conto di questo elemento fondamentale. A livello regionale il c.d. campo largo ha tenuto conto di questo fattore nello scegliere Alessandra Todde. Vedremo ora cosa saprà fare come Presidente, ma è fuor di dubbio che la persona ha dato la sensazione di essere seria, onesta e affidabile. Ciò spiega anche perché la sua scelta abbia incontrato un largo consenso ed è la ragione anche del flop di Soru. La sua opposizione è apparsa - come era - una ripicca, la richiesta di primarie un pretesto per creare scompiglio nel centro-sinistra, invero assai compatto sul punto. Soru, nel suo smkisurato egocentrismo, voleva sostituirsi alla candidata scelta senza divisioni.  L’elettorato lo ha capito ed ha punito giustamente mister Tiscali, lasciandolo a terra.
Si può dire la stessa cosa di Massimo Zedda? In tutta franchezza la risposta è negativa. Massimo è stato eletto sindaco per due volte. La seconda si è dimesso con largo anticipo per candidarsi alla Presidenza della Regione, deludendo chi lo aveva votato e - si badi bene - contro una tradizione ben radicata nella sinistra. Per di più  non si è distinto in alcuna delle azioni che caratterizzano un’amministrazione veramente democratica. Non nell’incrementare la partecipazione popolare, ad esempio non ha creato spazi, strutture per il mondo vario e vasto delle associazioni culturali. Eppure Cagliari, con le dismissioni dei beni militari, ha un’ampia gamma di immobili utili a questa destinazione. Nè può dirsi che abbia compiuto opere capaci di dare alla città una maggiore vivibilià. Inoltre, nelle battagie democratiche del periodo è rimasto assente o contrario. Pensate al referendum contro la schiforma costituzionale Renzi-Boschi del 2016. Qualcuno lo ha sentito prendere posizione? Anzi, in quel periodo non perdeva occasione per mostrare la sua simpatia per Renzi al di fuori del doveri istituzionali. Perché allora chi - come me - ha auspicato (ed auspica) un’azione amministrativa partecipata e ha fatto quelle dure btteglie per la difesa della Costituzione dovrebbe esprimere consenso verso Massimo Zedda? Per una disciplina di schieramento? Perché così ha deciso il campo largo in un’ottica spartitoria, scartando altri validi candidati? Ebbene, compagni e compagne, ora questo giochino non funziona più. La candidatura di Massimo Zedda, per i suoi precedenti, favorisce, non ostacola la vittoria dell’omonima concorrente.
Ci sono alternative? Sul piano politico sì. Claudia Ortu della sinistra certamente è più affidabile. Nella vita ha fatto qualcosa, non vive di politica, ha lavorato e lavora:  è docente universitaria. Ha un programma volto a creare un’amministrazione popolare che è condivisibile. Certo, non mi sfugge che ha poche chances di vittoria. Ma basta questo per non incoraggiare una candidata alternativa? Non è meglio dare risalto ad una domanda di cambiamento che appare più che mai necessaria? Non è meglio al primo turno dare questo segnale? Poi nel ballottaggio si vedrà. Inoltre, giacché è ammesso il voto disgiunto si può votare, se lo si vuole, uno dei tanti buoni candidati nelle liste del campo largo.

2 commenti

  • 1 Aladin
    14 Maggio 2024 - 06:45

    Anche su aladinpensiero online: http://www.aladinpensiero.it/?p=154013

  • 2 Bainzu
    16 Maggio 2024 - 16:02

    Sono perfettamente d’accordo con le considerazioni esposte (francamente non me l’ aspettavo). Come diceva il grande timoniere. andare contro corrente è da rivoluzionari!

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