Cari Francesco e Max, che figata voi sul pendolino!

16 Dicembre 2015
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Amsicora

Cari Francesco e Massimo,

posso permettermi una confidenza? Una critica amichevole? Perché vi esponete a figure barbine come quella di farvi fotografare o riprendere mentre salite e viaggiate sullo pseudo-pendolino sardo?  Certo, rinnovare la rete ferroviaria  e  il parco treni è importante. Ma lasciate che siano gli organi tecnici della ferrovia a farlo, con la comunicazione pubblica ordinaria, lasciate poi che siano i fatti a parlare e a dire quale è il tasso di utilità che l’innovazione offre ai sardi. Saranno i media a fare il proprio lavoro enunciando le mirabilia di questo nuovo treno. E per voi sarà grasso che cola! Tutto ciò che voi fate in più per accampare meriti, è pura propaganda in perfetto stile politicante del tipo nonfacendonullaenfatizziamoleminchiate. Suvvià! Sedersi sul treno chiamando i flash  e le cineprese è una condotta in puro stilecapellacci o, se volete, una trovata pubblicitaria allapili, ma due cattedratici come voi, suvvià, contegno!  Ricordatelo sempre, voi lì in viale Trento rappresentate non solo le vostre illustri persone, ma tutta l’Accademia e dunque dovete essere all’altezza. Dovete rendere orgogliosi i vostri colleghi, non farli vergognare!
Per di più il vostro treno ha più o meno gli stessi tempi di percorrenza dei vecchi arnesi da dismettere e si è perfino inchiodato a Olbia. I viaggiatori hanno dovuto trasferirsi nei vecchi treni, imbufaliti. E voi? Voi avete fatto ridere tutta l’Isola. Anche perché perfino io che non capisco nulla di treni (… e non solo!)  sò che un treno velocissimo, per sviluppare le sue potenzialità, deve avere una rete adeguata. E questa nostra lo è solo per treni lenti, per vecchie littorine. E’ come pretendere che una Ferrari vada a 300 all’ora in una strada dissestata! Lo capite che non funziona!?
E sapete qual’è il risultato di queste vostre gesta mirabolanti?  Ormai i sardi quando vedono o sentono parlare del pendolino, pensando alle vostre auguste persone in carrozza, se la ridono, sghignazzano.
Voi siete giovani e non ricordate i vecchi cattedratici, quelli veri. Quelli come zio Lino, al secolo Prof. Lino Salis, che durante la guerra tenne un consiglio di facoltà da solo, essendo tutti gli altri prof. sfollati o fuori sede, zio Lino mai e poi mai sarebbe andato col cappello in mano a petere qualcosa dai politici, anche perché sapeva che da petere (chiedere) deriva il termine pezzente. E lui aveva una grande considerazione del suo ruolo. E gli altri? Ledda, Buonocore, Allegretti, per essere coinvolti dalle istituzioni dovevano essere chiamati a partecipare a iniziative di rango universitario, convegni o studi che fossero. Niente di meno, neanche di un pelo! Voi, invece, fate come un Cappellacci qualunque, forse peggio! E così - credetemi - recate un danno alla Sardegna e anche all’Accademia, già messa a dura prova dalla comparsata a livello nazionale di Monti e della Fornero, i cui guasti sono così devastanti da rendere sommamente difficile aggiustarli.
Caro Francesco, Caro Massimo (ma tutti i Massimo governanti non tengono fede al nome!) vi dò un consiglio molto modesto. Abbiate la consapevolezza del ruolo, siete cattedratici per dio!, mantenete un profilo esterno basso, fate parlare i fatti, le cose parlino per voi. Spargete la voce, ditelo anche a Demuro e Paci, anch’essi tutti parole e distintivo e pochi risultati. E se non ce la fate? Ascoltate un amico, un fratello maggiore: tornate all’Università. Certo anche lì avete fatto disastri, difficilmente recuperabili. Ma, in fondo, li fate danni a pochi, qui invece li fate a tutti i sardi. Poi all’Università, a ben vedere, ci sono tanti studenti bravi, operosi, vogliosi, col loro entusiasmo giovanile ottengono risultati nonostante i prof. e anche se mal amministrati. Quindi, lì dentro, i danni delle vostre azioni od omissioni sono, tutto sommato, riassobibili e riassorbiti. Ma alla Regione, dopo lo sfascio a cui state portanto le istituzioni (avete ridotto anche le province da organi elettivi autonomi ad appendici della burocrazia regionale), la ridicolaggine di una città metropolitana in un’isola disabitata,  la riduzione della ASL ad una sola in violazione del principio costituzionale e di buon senso del decentramento, e poi…salite sui treni per farvi foografare e cineprendere, dicevo dopo tutto questo alla Regione lasciate un ammasso di macerie fumanti che sarà difficile sgomberare per avviare la ricostruzione. Pensateci bene: non è forse meglio che vi ritiriate subito? In fondo siete uomini di pensiero, un pizzico di saggezza non guasta! Un vostro ritiro immediato, insieme a Demuro e Paci, forse vi consentirebbe di salvare almeno l’onore! E, insieme al vostro, quello della categoria. Riflettete prima che sia troppo tardi, riflettete… è un amico che vi parla, un fratello maggiore…

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