Il Rettore censura l’Israeli Apartheid Week

28 Febbraio 2016
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Andrea Pubusa 

Ricevo questo invito e volentieri lo pubblico, con la risposta. Colgo l’occasione per invitare anche il Rettore, come già ho fatto con prefetti, questori e, ahime!, tanti altri delle alte sfere, a leggersi la Costituzione e, se non la capiscono, a farsela spiegare. Comunque, non ci vuole molto a capire che la nostra Carta è contro ogni forma di discriminazione e l’apartheid è una violazione molto grave dei diritti umani e del principio d’eguaglianza.  
La Settimana contro l’Apartheid Israeliano
è un’iniziativa che certo non piace a tutti, innanzitutto a chi l’apartheid lo pratica, ma la risposta non può e non dev’essere la censura. In linea astratta, sarebbe possibile offrire  gli stessi spazi a chi abbia un orientamento contrario; sennonché difendere la discriminazione cozza manifestamente con la nostra Costituzione, che le vieta. Il Rettore dovrebbe saperlo più di ogni altro. Sta di fatto che con il suo divieto il Magnifico pone il silenzio a chi afferma e difende i valori costituzionali e dà ascolto a chi li mortifica. 
Ecco ora la lettera inviatami e, in calce, la risposta.

Gent.mo Professor Pubusa,

Le scriviamo per ChiederLe di partecipare agli eventi inseriti nella IV edizione cagliaritana (XII edizione mondiale) dell’Israeli Apartheid Week – IAW 2016 (29 febbraio – 03 marzo). Infatti, il Comunicato della Prof. Maria Del Zompo è conseguenza di ormai accertate e documentate ingerenze indebite dall’ambasciata israeliana al Magnifico Rettore stesso. Tali pressioni sono giunte recentemente, in maniera pressoché identica, a Roma, Napoli, Torino, Trieste, Catania e altrove.
La richiesta Le giunge perché Lei si è sempre mostrato sensibile a tematiche come quelle che affrontiamo noi, vale a dire il rispetto del diritto internazionale, la tutela dei diritti umani universali, e il rifiuto di ogni forma di razzismo, antisemitismo e islamofobia. La Sua posizione di Professore Ordinario Le consentirebbe di esprimere la più totale libertà di pensiero, e noi Le chiediamo di esprimersi senza sottostare a indebite censure.
La Settimana contro l’Apartheid Israeliano si colloca nell’ambito dell’appello palestinese al BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni). Non pare inutile sottolineare come l’appello Palestinese al boicottaggio non sia diretto agli individui in quanto cittadini israeliani ma esclusivamente a quelle istituzioni che come il Technion – Israel Institute of Technology rivestono un ruolo attivo nell’oppressione sistematica del popolo palestinese.
Nata nel 2004 nell’Università di Toronto, la Settimana contro l’Apartheid Israeliano si è diffusa da allora in tutto il mondo; oltre 200 università in 28 paesi organizzano eventi culturali, conferenze e proiezioni con l’obiettivo di informare e accrescere la consapevolezza sul sistema di oltre 50 leggi che discrimina i palestinesi cittadini di Israele da oltre 60 anni, sulle politiche israeliane di colonizzazione e di espropriazione nei Territori Occupati, portate avanti nella totale impunità, nel disprezzo del diritto internazionale e nella negazione di ogni diritto umano.
Chiudere le porte all’Israeli Apartheid Week, significa negare la libertà di pensiero nella Universitas, sede preposta per il dibattito e la riflessione. Quindi, luogo perfetto per dibattere sui valori sopracitati (diritti umani e rifiuto di razzismo e antisemitismo, ecc.).
Pertanto, La aspettiamo, da Lunedì 29 febbraio a partire dalle ore 16.00 nel piazzale della facoltà di Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche sino a Giovedì 03 marzo presso la facoltà di Studi Umanistici.

Per il programma completo: https://www.facebook.com/events/227662224243324/
Cordialmente.

Collettivo Universitario Autonomo Casteddu -Collettivo Autonomo Studenti Casteddu

Scida – Giovunus Indipendentistas - Studentato occupato Sa Domu - Unica 2.0 -

Associazione Amicizia Sardegna Palestina - BDS Sardegna -Cagliari Social Forum

SCI – Servizio Civile Internazionale

Risposta

Cari amici,

sono d’accordo e solidale con voi. Purtroppo - spiace dirlo - ormai atenei e facoltà sono retti, non sempre ma in molti casi, da persone che non hanno contezza del proprio ruolo di studiosi e della natura aperta e curiosa delle Università.
Non so se potrò essere dei vostri il 29, ma consideratemi presente.
Non mollate!
Andrea Pubusa

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