Bene le lotte studentesche per la pace e per i palestinesi

28 Marzo 2024
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 Andrea Pubusa

Ho avuto  la fortuna di poter studiare e fin dal liceo di lottare per la pace contro la installazione di missili e poi all’università nel sommovimento che culminò nel ‘68. Della facoltà di giurisprudenza ricordo che al tempo vi era un gruppo di giovani docenti molto incuriosito della nostra mobilitazione e dei nostri temi. Un giorno ci invitarono a prendere un the in un bar. Noi studenti pensammo a qualche trappola per farci cessare l’occupazione. Invece le cose ankdarono diversamente, ci fu un confronto serio e il dialogo si rafforzò. Ed oggi apprezzo ancora l’intelligenza di quei professori. Penso anche alls pochezza e stupidità di quei docenti che ora pensano a misure repressive ed evocano addirittura la ricomparsa delle BR. Si vede che non sono mai stati giovani, che non hanno mai sentito la spinta verso il cambiamento, la necessità di combattere le ingiustizie. Cosa auspicano costoro il silenzio di fronte allo sterminio dei palestinesi a Gaza? Non hanno letto che perfino il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha deliberato il cessate il fuoco? E la mozione è passata grazie agli USA che si sono astenuti, anziche’ porre il veto. Le manifestazioni studentesche sono in sintonia con lo sdegno che suscita nel mondo il massacro  dei palestinesi. Pensare di contrastarle o di reprimerle con la polizia è una stupidagine da vecchi parrucconi, che hanno molto da apprendere e nulla da insegnare. 

Anche sulle collaborazioni fra atenei italiani e israeliani occorre dire ch’essi hanno ad oggetto spesso ricerche collegate all’industria bellica. E bene fanno gli studenti a opporsi. Quando ero ancora in servizio a Cagliari gli studenti democratici si mobilitarono contro questi accordi ed io fui con loro.

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