Caro Vito, il M5S è l’unica alternativa a renzisconismo

13 Giugno 2016
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Andrea Pubusa

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Vito Biolchini è una delle menti più vivaci nell’asfittico panorama locale, fatto di esecutori, ossia di persone, politici o presudo-intellettuali, che hanno introiettato una mentalità burocratica, esecutiva appunto, priva di slanci autonomi e di originalità, sempre in corsa verso il vincitore di turno per buscare o sperare in una prebenda o in una gratificazione E tuttavia anche Vito, che non è di questo branco, mantiene una critica nei confronti del M5S frutto, più che di un giudizio critico, di pregiudizio, molto radicato a sinistra. Cosa se non questo può dirsi della sua interpretazione del mio pensiero sulla questione M5S? Dice Vito: “Adesso anche i più testardi dovrebbero ammetterlo: l’alternativa al Pd e alle destre è rimasto il solo M5S, che, con l’Italicum, è l’unica forza, capace di contendere il governo nazionale a Renzi”. Andrea Pubusa fa sempre ragionamenti interessanti e anche il suo ultimo, raccolto nel post “Zedda vince col Pd proteso verso il Partito della Nazione”, lo è. C’è un piccolo problema però: che i Cinquestelle di Cagliari e della Sardegna non sono quelli di Roma o Torino. Da noi i grillini non si sono presentati alle regionali di due anni fa e alle comunali a Cagliari portano a casa la miseria di due consiglieri“.
Il livello della classe dirigente sarda del partito di Grillo - soggiunge Vito - è ancora distantissimo dalle sfide che la nostra isola deve affrontare, e questo è sotto gli occhi di tutti. Se anche in questa tornata elettorale l’astensionismo è aumentato è segno che Grillo da solo non basta a dare fiducia nella politica. Su Grillo c’è poco altro da dire, il movimento sulla Sardegna non ha una visione originale. Quella che però dovrebbero avere gli indipendentisti”.
Fin qui Vito, al quale devo -anche per continuare la discussione - una risposta. Il mio riferimento all’alternatività del M5S rispetto al PD riguarda  evidentemente l’ambito nazionale. So bene anch’io che nelle Regioni e nei comuni la situazione è diversa e varia. Si va da realtà locali con gruppi dirigenti forti e capaci a luoghi dove non sono state enucleate figure di riferimento nè programmi all’altezza dei problemi e, ancora, a situazzioni in cui prevale l’infatilismo della rissa e della reciproca espulsione. Tutto questo mi è talmente noto da essermi fatto una convinzione radicale. Se fossi in Grillo, non presenterei liste a livello locale, se non in qualche grossa realtà dove la dirigenza è autorevole e riconosciuta. Punterei tutto sul versante nazionale, dove lo sfondamento è possibile. E qui, si condivida o meno l’impostazione dei pentastellati, poche chiacchiere, ormai il M5S è l’unica forza alternativa al PD. E’ l’unica che può batterlo alle politiche. Paradossalmente, Renzi è quell’allegro imbecille che crede con l’Italicum di fare fessi gli altri e, invece, scava la fossa a se stesso, dando a Grillo lo stumento per conquistare il governo del Paese. Questo, a mio avviso, è il messaggio delle elezioni amministrative di domenica col flop del PD. Ci sono altri due passaggi per una verifica: i ballottaggi e sopratutto il referendum costituzionale di ottobre. Non è un caso che Renzi sia nervoso e spari cavolate autolesioniste in libertà: l’innovatore del PD è già giunto al lanciafiamme, sì il lanciafiamme! Bischero! Tutta la turba degli assalitori del carro del vincitore iniziano a dubitare. Come nei processi rivoluzionari c’è un momento in cui il vecchio potere s’indebolisce e inizia a prevalere un altro soggetto politico. In Italia fra PD e M5S siamo in questo delicato crinale. Renzi scende, sommerso dalle sue stesse parole tanto enfatiche quanto smentite dalla dura forza dei fatti, mentre il M5S continua, a livello di massa, a dar prova di una diversa moralità e di una più accettabile visione della politica. E il non mescolarsi con gli altri, apparentemente autolesionistico, è la sua vera forza.
Certo, possono succedere tante cose, anche fatti impercettibili possono spostare gli equilibri. Non dimentichiamo che l’Italia è il paese delle stragi e delle grandi provocazioni. C’è da aspettarsi di tutto pur di mantenere in sella una casta di papponi. C’è poi da vedere, giunti al dunque, come si schiererà Berlusconi e le destre. Ma questa è la situazione oggi. Negarlo è semplicemente non vedere la realtà, non rendersi conto che, a livello nazionale, è giunto il momento di schierarsi. Battere chi ha rovinato il Paese si può…

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