L’Africa nella globalizzazione

20 Ottobre 2011
Nessun commento


Gianluca Scroccu

La Fondazione Luca Raggio ha posto al centro della propria riflessione e della propria iniziativa la questione dei diritti, delle libertà e dell’eguaglianza. In questo quadro il rapporto Nord/Sud del mondo, come si diceva una volta, è centrale. Ed in esso un posto particolare occupa l’Africa. Di qui l’attenzione della Fondazione per “L’Africa nella globalizzazione”. Sul tema c’è un’interessante iniziativa, di cui ci parla, nell’intervento che segue, il Presidente della Fondazione.

Nel celebrare a settembre, come è stato ricordato anche da Democraziaoggi, il ventennale della Fondazione “Solidarietà e diritti-Luca Raggio”, della quale mi onoro di essere Presidente, dissi che da quando essa è nata la, nel 1991, il mondo è cambiato: è cambiata l’Europa, è cambiata l’Italia, è cambiata la Sardegna. Non sempre in bene, come vediamo in questi frangenti in cui siamo schiacciati da una gravissima crisi economica che carica di incertezze la nostra quotidianità. Viviamo del resto in un mondo multipolare, interdipendente, senza una guida. Il rapporto fra locale e globale è diventato sempre più stringente, costringendoci tutti a fare i conti con questa dimensione. In vent’anni è cambiato il mondo, ed è cambiata la Fondazione. Non poteva essere altrimenti: impegnarsi per la solidarietà e i diritti significa avere visioni di largo respiro, gettare lo sguardo oltre l’orizzonte, farsi “catturare” dalla curiosità del conoscere.
Non è cambiata, però, la missione della Fondazione, quella di favorire il rapporto tra le persone, creare occasioni in cui ci si possa confrontare con altre realtà e altri mondi per abbattere steccati di indifferenza e differenze, quelli che, alzandosi soffocano la solidarietà e i diritti. Perché mai come oggi è importante aprirsi al mondo e la Fondazione in questi anni ha sempre lavorato sull’asse globale-Europa-Italia-Sardegna. Questa è stata la sua bussola.
In questo senso oggi giovedì 20 ottobre nell’ambito delle iniziative “I diritti nella globalizzazione diseguale”, nella sala riunioni della “Solidarietà e diritti-Fondazione Luca Raggio” in Piazza Martiri 4 a Cagliari, si terrà la prima lezione del ciclo “L’Africa nella globalizzazione: un’introduzione”.
Il tema del primo incontro sarà “I protagonisti del dissenso in Nord Africa”. Relatori: Marisa Fois (Università di Cagliari) e Alessandra Marchi (Casa Gramsci, Ghilarza). L’iniziativa è organizzata con la collaborazione del Dipartimento di Studi storici, geografici e artistici e del Dipartimento storico, politico, internazionale della nostra Università, e con il sostegno della Fondazione Banco di Sardegna.
Abbiamo organizzato questi incontri, dopo quello molto ben riuscito sull’Asia sudorientale dell’anno scorso di cui presto verranno pubblicati gli atti, e dopo alcune mostre dedicate proprio ad alcune tematiche centrali del continente africano, perché l’Africa è una terra che conosciamo poco e a cui dobbiamo guardare uscendo dai cliché. Certo ci sono ancora cose spaventose come la carestia in Corno d’Africa, di cui i media si sono occupati così poco. O la guerra, la vera piaga del Contenente insieme all’Aids, quello che noi europei non conosciamo, a parte il caso della Yugoslavia, dalla seconda guerra mondiale. Una pace che ci siamo concessi anche grazie alla nostra indifferenza, e spesso intromissione indebita, proprio nei confini africani.
Oggi poi, nonostante il fardello del nostro colonialismo e delle nostre colpe dei decenni scorsi, abbiamo lasciato solo questo continente, preoccupati come siamo a (non) risolvere i problemi economici derivanti dalla catastrofica crisi economica scatenata dal “golpe” finanziario messo in atto in questi ultimi anni di deregolamentazione e speculazione sui mercati.
L’Africa è invece un continente giovane (e non a caso le rivolte nordafricane sono state guidate soprattutto dai persone sotto i trent’anni) che chiede spazio e soprattutto di partecipare ad un mondo che si è fatto sempre più globale. L’assegnazione del Premio Nobel per la Pace a due donne liberiane è un segnale di grande vitalità in questo senso, anche perché la donna africana, che come Fondazione abbiamo scelto per l’immagine della locandina, è forse la protagonista centrale di questo cambiamento. Un cambiamento che deve riguardare in prima persona anche l’Europa, l’Italia e la Sardegna, perchè il Mediterraneo è il nostro vaso comunicante, quello che ci permetterà di confrontarci e vivere meglio le grandi sfide di un mondo che ancora non è riuscito a trovare la sua strada dalla fine della guerra fredda.
Per cambiare, allora, è importante prima conoscere. È quello che vogliamo fare con l’attività della Fondazione “Solidarietà e diritti-Luca Raggio” come dimostra questo ciclo di conferenze sull’Africa.

0 commenti

  • Non ci sono ancora commenti. Lascia il tuo commento riempendo il form sottostante.

Lascia un commento