Regionali: PD in terapia intensiva… ansia fra i ricostruttori della sinistra

23 Luglio 2018
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Amsicora

Se non fosse grave, ci sarebbe da ridere…ma forse c’è da ridere anche se è grave. Grave cosa? La situazione del PD sardo (ancbe quello nazionale non scherza!): E’ seria, serissima anche quella dei ricostruttori della sinistra. Arti 1, Sinistra italiana, MP ecc. sono in ansia. Assomigliano ai parenti del degente in terapia intensiva. Si aggirano cupi nella sala d’aspetto del nosocomio, dove il paziente è ricoverato, e attendono con visibile preoccupazione e nervosismo notizie o anche solo cenni dei medici. Dà segni di ripresa? Reagisce alle cure? Può farcela? Cosa ha detto Soru? Come ha reagito Cucca? Cosa c’è scritto nella lettera dei soriani alla direzione? Come l’hanno presa gli altri? E che dice Cani? E’ ottimista? E Lai che umore ha? E’ sempre incazzato con Soru? Che dicono Fadda e Cabras? E Ganau, perché tace?  Quali le nuove dal PD?
Direte: ma che c’entra il PD coi ricostruttori della sinistra? Costoro non hanno fondato LeU, staccandosi, con asprezza e decisione, proprio dal PD? Sì, certo. Ma ora le regionali si avvicinano al galoppo, e, compagni e compagne di tante battaglie, i ricostruttori sentono aria di frana, di sfaldamento del terreno su cui vogliono mettere le fondamenta e realizzare il loro progetto: il seggio. Addirittura quelli di LeU sono divisi sulla esistenza…della stessa LeU! Alcuni dicono che esiste, altri dicono che ha esaurito la sua funzione ed esistenza il 4 marzo. Sia come sia, come possono costoro rientrare in Consiglio regionale con la legge truffa ch’essi stessi hanno cucinato? Lo sbarramento del 10% è stato proibitivo per Michela Murgia, per loro è come salire a piedi sulla luna. E dire che quella legge elettorale l’avevano fatta per impiccarci il M5S ed ora con la testa nel cappio si trovano loro stessi. Che faine! Che strateghi! E dire che da molte parti li abbiamo  messi in guardia, li abbiamo invitati a modificarla perché è una legge ingiusta e contro la sovranità dei sardi, ma niente da fare. Con un sistema proporzionale forse uno o due deputati, mettendosi insieme, l’avrebbero racimolato, ma ora…ora sono al capezzale del PD, tristi e cupi. E sì, perché se il PD non ce la farà, loro son morti… anzi sepolti.
Ma se ci sarà il miracolo e il PD riuscirà a fare una sola lista, magari camuffandosi con altro simbolo e altro nome, saranno salvi i nostri eroi? Beh, non è detto. A quel punto dipende dal quorum generale e dai voti di ciascuno. Se l’armata del centrosinistra riuscirà a superare il 10% e arriverà terzo, dopo M5S e centrodestra, quanti seggi riuscirà a raggranellare? Quattro? Cinque? E fra quelli quanti ne avranno gli alleati della sinistra in ricostruzione? Uno, due? Uras, Agus o Licheri o Castangia? La sinistra è salva? Con loro si riparte? I lavoratori e i ceti deboli avranno di nuovo il loro scudo? La loro difesa? I loro paladini, senza macchia e senza paura? Bah!
L’altroieri a Narcaoblues, ho incontrato, per caso, un vecchio compagno di Giba. Parliamo del più e del meno… dei vecchi tempi, delle lotte operaie a P. Vesme, e, manco a dirlo, arriviamo all’oggi. Riferito a tutti questi ricostruttori, mi ha detto, secco: “si sparino!” Sono rimasto scosso. Come? “Si sparino?”. Boh, e la sinistra? E il movimento dei lavoratori? E la difesa del lavoro?  “Si sparino! Come può ricostruire chi ha dustrutto?”. Che abbia ragione lui? Anzi, salutandomi, mentre si allontanava, ha aggiunto: “si sono già sparati!”.

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