Laurea h.c. a Gheddafi: ne parlano anche i giuristi cagliaritani

27 Maggio 2009
4 Commenti


Andrea Pubusa

L’altra sera nel Consiglio di Facoltà di Giurisprudenza alcuni docenti di Filosofia, Storia del diritto e di Diritto costituzionale hanno posto all’attenzione la decisione dello Studio giuridico sassarese di conferire la laurea honoris causa in leggi al colonello Gheddafi. Giustamente è stato evidenziato che l’assegnazione avrebbe dato un rilievo planetario non positivo all’immagine dell’Isola. Altri hanno messo in luce alcuni trascorsi oscuri del Presidente libico sopratutto in relazione all’abbatimento dell’aereo Pan Am a Lockerbie (Scozia) nel 1988, causando la morte di 270 persone. Per risarcire i danno ai parenti Gheddafi ha sborsato 1,5 miliardi di dollari. Nell’accordo con gli USA è stato iinserito anche l’attacco americano su Tripoli e Bengasi del 1986, in cui morirono molti civili tra cui la figlia di Gheddafi (ad essi andarono 300 milioni di dollari). Così Cane Pazzo lavò le colpe dei servizi segreti libici e tornò ad essere un normale capo di Stato, col quale anche Bush jr. riprese i colloqui perfino telefonici. Qualcuno ha sottolineato che il Consiglio di una Facoltà non può interferire nelle decisioni di un’altra. Ed è sacrosanto. Qualcuno, informatosi direttamente, ha riferito che è l’antimperialismo di Gheddafi il profilo che i giuristi sassaresi vogliono enfatizzare e premiare. Questo aspetto della politica del colonello incontra la simpatia di molti ambienti della sinistra, come prova anche il commento di Marcello Madau su Il Manifestosardo, il quale mette giustamente in luce ch’esso si sposa col tradizionale filoarabismo della DC. Non a caso uno degli ispiratori dell’iniziativa sarebbe Beppe Pisano.
Come si vede, tante ragioni e politica di grande finezza, come solo i sassaresi sanno fare. Rimane però che le Facoltà di leggi dovrebbero onorare soltanto fini giuristi o grandi combattenti per la libertà. E Gheddafi, pur senza demonizzarlo e senza svalutarne il profilo antimperialista, non è nell’uno né l’altro. Ed allora, se Sassari insiste nell’iniziativa, perché non assegnare a Cagliari la laurea honoris causa ad una personalità del mondo arabo che si è battuta per i diritti e per maggiori spazi democratici? In quel mondo ce ne sono tanti, specialmente donne. Un gesto che suoni critico verso l’Ateneo turritano per il suo contrastante valore simbolico, ma non polemico. Un’idea intrigante, ma troppo ardita in organi, i consigli di Facoltà, che spesso ormai non volano alto. Ed allorà? Probabilmente salterà fuori il solito documento da sottoporre alla firma dei volenterosi. Un manifesto dai toni bassi, naturalmente, volto solo a persuadere i colleghi del Capo di Sopra dell’opportunità di lasciar Gheddafi senza toga.  

4 commenti

  • 1 Bomboi Adriano
    27 Maggio 2009 - 11:36

    I residui filo-arabi post DC (di cui anche Pisanu magari è eterodiretta espressione) e gli intellettualismi di certa sinistra, mal si sposano con il dramma di 270 famiglie vittime della tragedia terroristica sopra i cieli di Lockerbie: Ci sono delle situazioni oltre le quali non si può transigere, pena la perdita di credibilità. A tal proposito se di spinta dall’alto si può parlare nei confronti dell’ateneo sassarese….bisognerebbe consigliare agli ambienti governativi di ospitare la laurea honoris causa a Gheddafi a La Sapienza di Roma oppure alla Bocconi di Milano: Ma forse a quel punto i timori di ricadute sul prestigio di quegli atenei diventerebbero più pesanti dei nobili intenti CONSIGLIATI a quello sassarese…

  • 2 piero atzori
    27 Maggio 2009 - 23:21

    L’analisi di Adriano Bomboi mi pare azzeccata. Il silenzio che è già calato lo conferma.
    Come cittadini sardi abbiamo il diritto di conoscere particolari e motivazioni di questa operazione. Perché non gliela conferiscono a La Sapienza di Roma, la laurea, al colonello libico?

  • 3 erasmus
    13 Giugno 2009 - 18:42

    Ma è evidente, loro non ci tengono a perdere la faccia e
    mandano avanti noi, approffittando delle velleità politico-
    intellettualistiche di qualche preside di facoltà.
    Ma siete veramente convinti che ai cittadini sia più rico nosciu to qualche diritto?

  • 4 Raffaello
    20 Marzo 2011 - 15:13

    premessa: sono aquilano e dal 6 aprile 2009 ho un’esistenza precaria per via di un sisma che la terra sarda ignora. Appoggio le rimostranze dei vilipesi pastori sardi, mi sento uno di loro. Leggendo il sassarese “democrazia oggi”, mi sono accorto che si possono raggiungere apici d’ignoranza mai ottenuti. E vado a spiegarmi: primo> è assurdo che ad appena 50 giorni dal terremoto aquilano vi sia stata gente convinta che si potesse parlare di un mostro invece di riflettere sullo stato d’abbandono in cui versano molti centri appenninici che vivono da sempre l’esperienza dei moti tellurici.
    secondo> ma Lockerbie a questi dottori è mai entrata nel cervello, oppure il pastore sardo ha invaso di ricotta le loro molli teste?
    Vorrei continuare…posso? fatemi sapere

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