Sulla gueŕra Russia/Ucraina una voce fuori dal coro

6 Giugno 2022
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Andrea Pubusa

Per fortuna ci sono letture spiazzanti della guerra come quella che la racconta come una guerra civile in Occidente. Raniero La Valle la vede cosi’. In fondo Putin lo ha messo su l’occidente quando non ha saputo fare come diceva Gorbaciov una rivoluzione democratica capace di coinvolgere i due fronti  usciti dalla guerra fredda, tornando in fondo a quella alleanza che Roosevelt aveva costruito durante la guerra per sconfiggere il nazifascismo. Collaborazione che, nelle intenzioni del grande presidente americano, avrebbe dovuto proseguire anche dopo. L‘occidente ha preferito Eltsin e poi Putin per restaurare un capitalismo di rapina, ed eccoci qui con Putin e gli oligarchi. Ed ecco uno scontro con la Russia per sancire il dominio americano con la Ue al seguito. Una guerra interna tra paesi capitalistici per stabilire il peso specifico di ciascuno. Nulla di quanto si dice nei nostri media e’ dunque vero. La Russia non stravince in poco tempo, l’Ucraina non tiene i territori contesi, gli Usa e la Nato puntano al logoramento della Russia. La pace piu’ che dalle armi sara’ decisa dalla resistenza economica. Sostegno americano e Ue da una parte, storica abitudine al sacrificio dall’altra. Alla fin fine a pagare sono i popoli. Forse qui e’ in vantaggio l’Ucraina i cui cittadini sembrano piu’ motivati a difendersi. Ma la resistenza economica riguarda tutti anche noi. Quando le sanzioni economiche inizieranno a mordere, saranno milioni i disoccupati in Europa e in Italia. Ora ci sono un po’ di ristori, ma quando la crisi sara’ piu’ forte non ci saranno neanche fondi per lenire le sofferenze dei lavoratori e delle imprese. Sara’ difficile reggere con governi sempre meno rappresentativi, tenuti in piedi da un consenso fittizio di media ed establishment politico. Gia’ la compressione della Costituzione e’ manifesta e clamorosa. Basta leggere il libro di Tomaso Montanari sull’Eclissi della Costituzione sotto i colpi del governo Draghi. Mentre il riarmo della Germania e’ il segno piu’ inquietante di una isteria bellicista che ricorda - mutatis mutandis - gli umori reazionari che di solito  precedono i conflitti. La decisione tedesca ha innescato un generale balzo  del riarmo in tutti i paesi e mostra come la Germania che aveva puntato ad una egemonia in Europa fondata suĺla forza economica, ora metta al primo posto il peso militare. Vengono i brividi ad accomunare Germania e armi.   Soffiano venti di guerra, che non promettomo nulla di buono. Vedremo. Certo la voce pacifista, niente armi, trattativa subito sembra la piu’ sensata. Quanto meno risparmia vite e devastazioni. Tanto la guerra civile europea li’ deve arrivare, presto o tardi. Prima lo si fa meglio e’ per tutti.

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