Oggi al Tar si è discusso l’affaire Crivellenti

30 Ottobre 2013
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Red

Oggi al Tar Sardegna si è finalmente svolta l’udienza di discussione del ricorsi coi quali è stata impugnata la nomina, ad opera di Massimo Zedda, della Crivellenti alla Sovrintendenza del Teatro lirico di Cagliari. Di solito, nei ricorsi amministrativi, le discussioni vengono omesse e le difese richiamano gli atti scritti, stante il carattere documentale del processo. Ma questa volta, il grave vulnus al principio d’imparzialità e la violazione di elementari regola di buona amministrazione da parte di Massimo Zedda, che pure si era presentanto all’elettorato come un moralizzatore e innovatore, non potevano essere sottaciuti. E così l’aula di giustizia, come dovrebbe sempre essere, è diventata un luogo per chiedere a gran voce giustizia, per dare ai giudici l’opportunità di rimettere le cose a posto, di far sì che il principio di legalità sia ripristinato e la violazione del dovere di “disciplina” ed “onore”, richiesti dalla Costituzione a chi esercita pubbliche funzioni, sia accertata e pubblicamente sanzionata. Perché procedere alla imposizione di una candidata (la Crivellenti), che non ha neppure presentato la domanda di partecipazione alla procedura, è un atto che, al di là del diritto, investe la moralità pubblica, il dovere di corretto esercizio delle funzioni pubbliche, che è certamente violato nel pretermettere, in favore di una, tutti coloro, ben quaranta, che hanno presentato domanda nei termini  e sono forniti di titoli rilevanti, avendo alcuni diretto le più prestigiose istituzioni musicali del Paese, addirittura il Regio di Parma o la Scala di Milano.
Rievocare la grave violazione del principio di legalità era doveroso anche per il rispetto dovuto ai dipendenti ed artisti della Fondazione del Teatro lirico di Cagliari, che, a causa delle maldestre iniziative dell’attuale Presidente, vedono decadere questa fondamentale istituzione culturale per la città di Cagliari e per la Sardegna intera. Proprio nel momento in cui le strutture culturali di ogni genere e tipo sono sotto attacco da parte del governo nazionale e regionale, dal Sindaco di Cagliari, quale presidente della Fondazione, ci si sarebbe aspettati un impegno particolare per mobilitare tutte le forze e le energie in difesa del Teatro, mentre, anche per la scelta inadeguata alla Sovrintendenza, le maestranze sono a rischio insieme all’istituzione. Questi lavoratori, coi loro sindacati, hanno incessantemente combattuto, assumendo molte iniziative di sensibilizzazione, a cui la cittadinanza ha sempre risposto con entusiasmo e perfino con affetto e gratitudine, essendo palese che il loro impegno è volto a fini d’interesse generale (la difesa della cultura), che travalicano la loro pur importante pretesa di svolgere l’attività lavorativa in sicurezza e serenità.
I Giudici nell’arco di un mese o poco più renderanno la sentenza. E’ un atto che avrà una grande incidenza sui destini del Teatro. Confidiamo nella giustizia.

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