Lo sport nazionale? Il salto sul carro del “vincitore”

30 Aprile 2016
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Lucia Pagella

 

In Italia lo sport nazionale non è il calcio, bensì il salto con l’Hashtag naturalmente sul carro del vincitore, meglio se privo di bandiere o di altri segni distintivi per cui è facile posizionarsi dove è più conveniente ed al diavolo le ideologie ed i valori.
Conosco ( purtroppo ) molti renziani che, interrogati sul loro cambio di casacca ( specie se di sinistra ), rispondono con due argomenti forti : “ Renzi  è un uomo del fare “ o “Con Renzi si vince “
Bene, vediamo cosa hanno vinto questi acrobati.
1°) hanno vinto ( per ora ) una riforma della nostra Costituzione che i migliori esperti del ramo ritengono un obbrobrio e che, oltre a non produrre alcun significativo risparmio, li solleva dal peso della democrazia.
2°) hanno vinto in particolare la sostituzione di un senato elettivo con uno che diventerà ben presto ( se il referendum non ci salverà ) il dopolavoro della peggiore classe politica italiana, quella che si annida negli ambulacri delle regioni o nei comuni con un occhio di riguardo per gli indagati o gli aspiranti tali. Ma, si sa “ similes cum simillibus ….”
3°) hanno vinto una legge elettorale che è quasi la fotocopia di quella dichiarata incostituzionale e che collegata alla riforma della Costituzione, non solo renderà il nostro corpus juris simile a quello delle dittature dei paesi delle banane ma non consentirà alcuna modifica della carta costituzionale atteso che  nelle camere siederanno quasi esclusivamente i membri dei vari cerchi magici.
4°) hanno vinto il Jobs act che è poi una riforma peggiorativa del diritto del lavoro ma detto in inglese, da uno che farebbe meglio a parlare in rignanese, fa più fico e se non si capisce ,  meglio ancora.
5°) hanno vinto il trasferimento armi e bagagli della FIAT che ora ha cambiato nome e paga le tasse all’estero e se questo ha prodotto disoccupazione in patria “ chi se ne frega “ visto che i nostri giovani possono sempre andare a fare i camerieri all’estero tanto gli italiani sono un popolo di servi.
6°) hanno vinto una stampa quasi completamente prona di fronte al potere e il nostro porno ministro, ormai in rotta di collisione con la Magistratura, si sta dando molto da fare per imbavagliare quelli che si illudono ancora di vivere in uno stato di diritto.
7° ) hanno vinto una scuola dove i presidi hanno, professionalmente parlando, diritto di vita e di morte sui professori con tanti saluti per la libertà di insegnamento ma, si sa, la cultura è nemica degli uomini del fare perché poi la gente pensa di poter mettere becco su tutto.
8°) hanno vinto il referendum sulle trivelle, cercando di ascriversi l’intera percentuale dei non votanti anche se è a tutti noto che questa di norma supera ormai il 40%
9°) hanno vinto una lobby del petrolio che inquinerà ancora di più mari e monti per estrarre una infima percentuale di petrolio di cattiva qualità e di costosa raffinazione proprio quando si parla di ridurre le fonti di energia fossile. Ma ciò consentirà agli amici petrolieri di non smontare le piattaforme e di non pagare le royalties. Il miliardo previsto prenderà altre strade e finanzierà la campagna elettorale di…. indovinate chi?
A questo punto vi faccio grazia dal proseguire un elenco ancora nutrito di mascalzonate varie e di leggi che sembrano scritte da un comico da avanspettacolo.
Complimenti signori vincitori del vento. Nessuna di queste riforme vi riguarda direttamente ma, non si sa mai, sul carro del vincitore si possono ottenere degli strapuntini che danno ricche prebende e liberano da ogni residua dignità.

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