Caro Pigliaru, che pasticcio!, tu e, forse, neanche Massimo potete essere eletti senatori di Renzi

2 Novembre 2016
6 Commenti


Andrea Pubusa

Caro Francesco,

non per frapporre ostacoli o insinuare dubbi o perplessità alla tua sempre entusiastica adesione alle proposte di Renzi e del governo, anche quando sono di dubbia utilità o addirittura dannose alla Sardegna e ai sardi, permettimi un quesito: come lo intepreti il combinato disposto del capoverso dell’art. 17 del nostro Statuto speciale e l’art. 57 del testo Renzi-Boschi-Verdini? Come sai, questo articolo renziano ci toglie il diritto di eleggere il Senato e stabilisce che, a seguito di oscure trame partitiche, i senatori saranno eletti dal Consiglio regionale fra i propri componenti. Sennonché l’art. 17 cpv. dello Statuto sardo dispone che “l’ufficio  di  consigliere  regionale  è  incompatibile  con  quello  di  membro  di  una  delle  Camere  o  di  un  altro Consiglio regionale o di un sindaco di un Comune con popolazione superiore a diecimila abitanti, ovvero di membro del Parlamento europeo“. Come la mettiamo? In virtù dell’art. 17 tu e tutti i consiglieri regionali sardi non potete essere eletti o nominati senatori. E - come ben sai - lo Statuto sardo è legge costituzionale, è un pezzo di Costituzione; per di più, trattandosi di una legge speciale, per la Sardegna prevale sulla legge generale. Non lo hai detto tu stesso che il titolo V come disciplina generale non si applica alla Sardegna, per la quale vale lo Statuto speciale? Allora, tirando le somme, mi pare che il combinato disposto conduca a dire che nel senato renziano ci possono stare… cavalli e asini, ma non voi quali consiglieri regionali.
E i sindaci? Ahinoi! Lo stesso articolo 17 stabilisce che non può essere consigliere regionale il sindaco di un comune con popolazione superiore a diecimila abitanti, dunque a fortiori, non può essere senatore.
Ergo non potete eleggere consiglieri regionali e dovete mandare in Senato un sindaco di un comune con popolazione inferiore a 10.000 abitanti, che so io, il primo cittadino di Decimomannu o Serramanna, ma non di Quartu, Carbonia, Iglesias, Olbia e tantomeno quello di Sassari. Ancor meno il nostro Massimino (peccato! che perdita!).
Ma forse per Massimo uno spiraglio c’è! C’è un principio giuridico secondo cui le limitazioni dell’elettorato passivo hanno carattere eccezionale e, dunque, non si applicano in via analogica a casi simili, non espressamente previsti. Ergo, il sindaco di un comune con più di diecimila abitanti non può fare parte del Consiglio regionale…ma forse del Senato della Repubblica sì! Un po’ contraddittoria e irrazionale, non ti pare? Ma oramai più che nella patria del diritto siamo in quella del casinaro di Rignano! Dunque, per essere sicuri, al Senato mandate il Sindaco di Siliqua, non quello di Cagliari, o, se in base agli accordi spetta al Capo di Sopra, quello di Olmedo, non di Sassari. Voi, però, statevene buoni in attesa delle revisione dello Statuto, secondo il procedimento aggravato di approvazione delle leggi costituzionali. In quella sede ricordatevi di togliere anche l’incompatibilità fra sindaci e consiglio regionale. Così qualunque sindaco può essere, senza limiti, consigliere regionale e da lì spiccare il volo per il senato. In questo modo il senato sarà formato non solo di consiglieri e sindaci, ma tutto o quasi di sindaci-consiglieri. E dire che fino a poco tempo fa si diceva che le incompatibilità sono l’antidoto avverso il cumulo delle cariche, che porta con sé immancabilmente la formazione di grumi di potere e una caterva di disfunzioni.
Caro Francesco, siccome - come vedi - l’editto renziano è piuttosto confuso e intricato, per risolvere le oscurità interpretative, fatti aiutare da Demuro, lui - vedrai - sbroglierà la matassa da par suo. Però sbigatevi!, rischiate di non entrare in Senato, di lasciare i sardi senza rappresentanti! Ma, forse, tutto questo dispendio di energie neppure serve. Una valanga di NO il 4 dicembre risolverà tutti i problemi.

6 commenti

  • 1 aldo lobina
    2 Novembre 2016 - 08:21

    Che garbuglio! Il nostro Statuto Speciale sarà cestinato perché contrario all’interesse dei Sardi di vedere il sindaco di Cagliari e il Presidente della Regione senatori di Renzi Boschi Verdini. Verrà interpretato come una legge di rango costituzionale, ma di serieB: perché la nuova Costituzione non potrà tollerare incompatibilità che essa stessa non ha previsto, soprattutto quando si tratta di estendere e non restringere il diritto di elettorato passivo. Già li vedo i giuristi col pennello dell’artista lavorare sulle sfumature di grigio per interpretare leggi e sciogliere dubbi interpretativi.Se Caligola si fosse dovuto confrontare col nostro Statuto penso avrebbe fatto comunque senatore il cavallo. Così farà Renzi coi nostri due personaggi, per premiarli della loro fedeltà alla causa.

  • 2 Andrea Murru
    2 Novembre 2016 - 09:02

    Questo costringerà i “nostri” a mettere mano alla revisione dello Statuto rendendo conseguentemente ed in toto applicabile l’intera deforma costituzionale.

  • 3 Referendum | Aladin Pensiero
    2 Novembre 2016 - 09:06

    […] di Andrea Pubusa su Democraziaoggi. […]

  • 4 T.D.
    2 Novembre 2016 - 12:09

    In effetti un altro pasticcio dentro un pasticcio più grande.
    Nel 1948 l’articolo 17 dello Statuto speciale ha dettato una regola per l’autogoverno della nostra comunità (il “popolo sardo”: così una norma dello Statuto, l’articolo 28, che non trova analogia in nessun’altra disposizione costituzionale italiana, ha definito questa comunità), stabilendo il sano principio della non cumulabilità di determinate cariche rappresentative.
    Era anche un indizio evidente di cosa pensasse in generale il legislatore costituzionale sulla rappresentanza.
    Ora, se passasse la riforma Renzi-Boschi, lo Statuto lo dovremmo cambiare, in ossequio ad una decisione esterna, proprio in un punto, quello di chi e di come deve rappresentare il popolo sardo, sul quale magari vorremmo esercitare una nostra libera scelta.
    #meglioNO.

  • 5 Pier Paolo Mastino
    5 Novembre 2016 - 14:42

    Per fortuna vincerà il NO così non avremmo politicanti di professione nominati ma, casomai, condannati !

  • 6 Referendum: 11 argomenti per dire NO alla riforma costituzionale
    7 Novembre 2016 - 18:40

    […] ignorando gli Statuti delle Regioni Autonome, tra cui quello sardo, che all’art. 17 impedisce ai consiglieri regionali di poter diventare parlamentari, un aspetto invece previsto dalla riforma. […]

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