Che esilaranti le interviste dei politici regionali!

17 Luglio 2019
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Amsicora

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Avete notato quanto sono spassose le interviste dei politici regionali? Di solito contengono paradossi, imputano agli altri quanto fanno essi stessi, poi, quando ci sono i ribaltamenti elettorali, le parti s’invertono e gli uni usano esattamente le stesse parole degli altri a parti invertite. Le interviste degli uomini sedicenti di sinistra sono, da questo punto di vista, esilaranti. Prendete quella di Zedda sul post elezioni cagliaritane. La sequenza del ragionamento è questa: Truzzu ha solo 80 voti più della Ghirra; chiediamo il riconteggio e azzeriamo un centinaio di voti; facciamo il ballottaggio e vinciamo noi di sicuro. Ergo - dice il nostro eroe - non ha vinto il centrodestra, ma il centrosinistra! Truzzu non deve cantar vittoria, “a lui non faccio neanche i complimenti di rito“, la nuova sindaca sarà certamente la Ghirra. Hip hip urrà! hip hip hooray! (Ora però c’è allo studio nel centrosinistra comunale una nuova strategia giudiziaria più interessante, che fa tesoro del primo round dei ricorsi elettorali regionali, ma non ve lo svelo per non togliere a Massimo il gusto di una intervista).
Compagni ed amici, capite perché l’altro giorno mi sono avventato sull’intervista a Francesco Agus. Un po’ come quando leggevo topolino da bambino. Goduria allo stato puro, senza se e senza ma, niente controindicazioni o pensieri seriosi. Sane risate e basta!
Cosa dice il nostro. Anzitutto, applica la regola aurea del “ribaltamento”. Ora ci sono loro al governo? Che fare? Usare le parole loro quando al governo andò Pigliaru in luogo di Cappellacci. Udite! Udite! Solinas & C. non sono pronti, efficenti ed efficaci. Ci sono gli incendi e loro non sono attrezzati alla bisogna. Ma, di grazia, chiedo sommessamente scusa, l’organizzazione è quella ereditata dall’esecutivo precedente o no?  Mancano alcune nomine importanti, la macchina rallenta o frena, il motore è imballato. Ragione? Sentite l’acutezza! Problemi interni di organigrammi. I ricorsi elettorali creano incertezza. Se la Lega viene esclusa salta tutto, tutto è rimesso in gioco. Meglio attendere!
Ma le critiche non sono solo agli avversari. No, no, quandomai! Ce n’è anche per la propria parte (bobbianamente, il vero intellettuale è quello che vede gli errori della propria parte). Ed è una scoperta epocale!  “Ci sono idee diverse di fare opposizione“. Lui - naturalmente - è “per non fare sconti“. Niente saldi, prezzo pieno! Ma c’è invece chi ne fa. Capito? I compagni malandrini! Beninteso sconti non definitivi, temporanei: “c’è chi è disposto a concedere qualche mese“. Ahahah! Qualche mese? Magari! Siete anni che vi fate sconti reciproci, anzi che fate le stesse cose e non su quisquiglie. Prendete la legge truffa elettorale. Fatta insieme nel 2013 a poche settimane dalla presentazione delle liste per far fuori chi sta oltre il iserraglio dei due grandi raggruppamenti. Niente pensiero autonomo, niente fantasia. Oggi qui, domani là, ma sempre nel serraglio. Se no fuori dall’assemblea, niente diritto di tribuna! Maninchedda docet! E tutto l’altro? Chi si è accorto dei mutamenti da Cappellacci a Pigliaru o oggi da questi a Solinas? Continuismo allo stato puro. Ed ora anche senza sobbalzi o ansie, serenamente. Prima c’era lo spauracchio del M5S, ma i musi gialli hanni lavorato alacremente per passare dal 42% al 12. Lor signori possono star tranquilli. Una volta a te, una a me, ci vuole solo pazienza. Oggi a me, domani a te. Non cambiano neanche le parole e le interviste. Tutte uguali a parti invertite. Che spasso! Buon divertimento!

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