Già dimenticati l’Ambasciatore Luca Attanasio e il Carabiniere Vittorio Iacovacci?

27 Febbraio 2021
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Rosamaria Maggio

Ho seguito i funerali di Stato dei nostri due caduti in Congo su Rai1.
Mi sentivo colpita da questa tragedia ed allo stesso tempo addolorata dallo scarso spazio dato a questi tragici eventi dai nostri mezzi di comunicazione.
Oggi pochi giornali riportavano in prima pagina la notizia dei funerali di Stato; meglio parlare di gossip sui sottosegretari e desideri di riaperture dei ristoranti.
I nostri concittadini sono stati assassinati da appena 3 giorni e gia’ non fa piu’ notizia.
Mi chiedo se ci siano cittadini di serie A, B , C, ecc.
Ricordo l’attentato di Nassirya nel quale morirono 28 persone il 12.11.2003, di cui 19 italiani e 9 iracheni. Tra gli italiani 12 carabinieri, 5 militari dell’esercito e 2 civili. Se ne parlo’ tanto ma non ebbero medaglie al valore né militare nè civile tanto che le famiglie protestarono.
Si trovavano in Iraq per una missione di pace (militare).
Poi ci fu la morte di Fabrizio Quattrocchi, guardia privata in Iraq, rapito e ucciso nel 2004 da un gruppo mai identificato di miliziani sunniti. Si trovava in Iraq per lavoro.
Se ne parlo’ in tanti servizi televisivi e giornalistici e il Quattrocchi fu insignito della Medaglia d’0ro al valor civile.
Il 22 Febbraio u.s. l’Italia perde il suo Ambasciatore a Kinshasa ed un Carabiniere di scorta.
Il Congo è un paese immenso di oltre 100 milioni di abitanti (14° al mondo per popolazione), dove la mortalita’ infantile è elevatissisma, dove da 25 anni si combatte una guerra considerata la prima guerra mondiale dell’Africa, dove l’Italia ha, assieme a molti paesi del mondo, grandi interessi economici (vedi la presenza dell’ENI).
Il nostro Ambasciatore quindi curava gli interessi economici italiani nel paese.
Rappresentava l’Italia in quel paese.
Poi come ben ci ha spiegato la Segretaria Generale del Ministero degli Affari Esteri, Ambasciatore Elisabetta Belloni, Luca Attanasio faceva parte di quella nuova diplomazia italiana, giovane, preparata e senza doppio cognome (questo lo aggiungo io), che interpretava la sua missione in modo molto avanzato e portava avanti i programmi di Cooperazione internazionale del nostro Ministero, anche con missioni come questa, portata avanti assieme all’ONU.
Fra questi ci sono tanti giovani diplomatici sardi.
Quindi per la nostra diplomazia si tratta di una gravissima perdita.
Anche Vincenzo Iacovacci era un giovane che si era formato in un reparto speciale con sede in Friuli Venezia Giulia, nel quale vengono addestrati i nostri Carabinieri che nelle varie Ambasciate del mondo si occupano della sicurezza delle nostre rappresentanze.
Anche lui persona di grande professionalita’.
Al di la’ di cio’ che emergera’ dalle indagini, erano due servitori dello Stato, molto preparati, non 2 improvvisati ed anche particolarmente attenti e scrupolosi nel preparare le varie missioni e spostamenti in un paese cosi’ difficile.
Questa non era certo la prima missione nel paese.
Inoltre essa doveva svolgersi a 2500 KM da Kinshasa e pertanto erano stati presi in carico dall’ONU, titolari della Missione Monusco.
Spero che il paese comprenda la differenza tra una missione diplomatica, una missione di guerra ed una attivita’ privata così come ce ne sono tante svolte da molti connazionali.
Tutte le volte che un connazionale perde la vita in circostanze tragiche, ci sentiamo giustamente colpiti. Ma è necessario distinguere sempre tra aggressori e vittime.
In questo caso il nostro Ambasciatore Luca Attanasio ed il giovane Carabiniere di scorta Vincenzo Iacovizzi sono stati due vittime assieme al loro autista, Mustapha Milambo, che lavorava presso la missione Onu.
Sono delle vittime ed è bene non confondere i ruoli.
Ci attendiamo che non vengano dimenticati, che si faccia luce sulle circostanze dell’agguato che appaiono molto poco chiare.

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