Da Pace e Villone solidaraietà all’ANPI e a Smuraglia

18 Settembre 2016
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Red

Nei mesi scorsi duri e vergognosi attacchi sono stati rivolti all’ANPI a al suo presidente Carlo Smuraglia dal PD e dalla (defunta) Unità. La colpa dell’Ass. partigiani è quella di perseguire senza tentennamenti il proprio scopo sociale: la difesa della Costituzione e dei valori della Resistenza che in essa sono trasfusi. L’intento dell’attacco era palese: creare divisioni e paralizzare l’ANPI. Tentativo  miseramente fallito al Congresso di Rimini del maggio scorso nel quale l’unanimità dei delegati (con sole tre astensioni) ha approvato il documemto che impegna l’ANPI nella battaglia contro lo scasso della Costituzione perpetrato da Renzi-Boschi-Verdini.
Con questa lettera aperta i professori Alessandro Pace e Massino Villone esprimono lasolidarietà del Comitato per il NO  e del Comitato contro l’Italicum a Smuraglia e all’ANPI, riconoscendo loro un ruolo determinante nel mantenere unito e allargare il fronte del NO. L’ANPI, coi suoi 120.000 iscritti, è stata finora il principale riferimento organizzativo per il fronte del NO. E tale fermezza ha certamente controbuito a sbloccare in senso positivo la CGIL, anch’essa nei giorni scorsi pronunciatasi per il NO. Queste prese di posizione, insieme a tane altre di associazioni e personalità democratiche, stanno irrobustendo lo schieramento del NO e alimentandone un’azione continua e capillare.
Ecco ora la lettera di Pace e Villone.

I Comitati direttivi per il No nel referendum costituzionale e contro l’Italicum, riuniti insieme, esprimono piena solidarietà al Presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia che ha giustamente e correttamente difeso il valore politico e morale dell’Anpi contro attacchi inaccettabili, sintomo di un ulteriore imbarbarimento del clima politico.
L’Anpi è un’associazione che merita rispetto perché ricorda a ciascuno di noi i sacrifici occorsi per conquistare una società con regole democratiche alla cui base c’è la Costituzione della nostra Repubblica che oggi si vorrebbe manomettere pesantemente, al punto da cambiarne, in profondità, il carattere parlamentare con il concorso dell’Italicum.
Del resto sono note le pressioni, in particolare di settori della finanza internazionale, per ottenere modifiche degli assetti democratici nella direzione di un accentramento dei poteri di decisione nelle mani del governo.
Governabilità e rappresentanza dei cittadini debbono avere un equilibrio, fino ad oggi ben risolto dalla Costituzione, che si vorrebbe invece stravolgere con leggerezza, imboccando una via da cui sarebbe difficile tornare indietro.
Il problema, come ha ricordato giustamente l’Anpi, non è il cambiamento della Costituzione. Il problema è se e come il cambiamento si risolva in un accentramento dei poteri dell’esecutivo a danno del Parlamento.
In tal caso è essenziale che il cambiamento venga bloccato da un secco No delle italiane e degli italiani.
Ci conforta la ferma posizione dell’Anpi che non solo apprezziamo ma sosterremo con determinazione.

Roma, 13 settembre 2016

Prof. Alessandro Pace
Prof. Massimo Villone

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