Tante follie, torniamo alla ragionevolezza. Facciamo una pernacchia

21 Settembre 2026
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Andrea Pubusa

Ascolto il TG e sento dei titoli ormai usuali. Trump: “non ho ancora deciso se far saltare in aria l’Iran“; nell’albese un 36enne vede alcuni uomini trafficare nel cantiere davanti a casa sua, son dei ladri, prende la pistola, spara e ne uccide uno; la Meloni se la prende con gli studenti figli di non italiani e vuole decidere quanti ne possono stare in una classe e come devono vestirsi. Se guardate bene, si tratta di notizie allucinanti. Non solo, ma fino a pochi anni fa nessuno si pemetteva questi atti, mentre oggi sembrano normali.
Come fa il tycoon a dire che sta pensando di far saltare l’Iran? La Persia è un paese dove la civiltà è nata e vissuta millenni, possiamo non condividerne la politica attuale, ma pensare e perfino dire impunemente che la si può far saltare in aria, è pazzesco. A parte il fatto che in aria vanno gli iraniani, che sono persone come noi e come tali rispettabili, al di là della religione e della politica del loro governo. Del resto, gli States  sono al di là dell’oceano, cosa c’entrino con l’Iran non è agevole capire. Trump vuol comandare anche lì, come in Groenlandia, in Venezuela e a Cuba o vuole persino che lo stretto di Ormuz prenda il suo nome? Ciò che stupisce è che i portatori dei valori dell’occidnte non insorgano. Non è questo il segno di una profonda e pericolosa decadenza?

E quell’uomo che nell’albese ha ucciso un ladro? Certo, il gesto della banda era delinquenziale. Rubare è reato. Ma anche i bambini sanno che la reazione a una offesa attuale e concreta dev’essere proporzionale e volta a far cessare l’aggressione. Qui l’offeso poteva sparare in alto e certo i ladri avrebbero desistito dalla loro azione. Sarebbero scappati. Ma sparare sul mucchio per ammazzare non c’entra nulla con la difesa, e quindi questa non può essere legittima. L’uccisore dovrà pertanto rispondere di omicidio volontario e avrà la sorte del gioielliere che ha ucciso due ladri in fuga e ne ha ferito un terzo. Anche qui, a parte le cavolate di Salvini e Vannacci, stupisce che non si riaffermi con forza che in uno stato democratico, è la magistratura a irrogare le pene e non ognuno a sua discrezione piacimento. E suscita apprensione e dolore vedere che i governanti non ribadiscono questo principio di diritto e di civiltà.

Le cose che ha detto la Meloni domenica non son degne di un capo di governo. Anzitutto per il modo. Gridando in modo scomposto. Cosa pensa di essere più efficace, urlando? E poi, il modo migliore per amalgamare le persone è farle vivere insieme, sopratutto a scuola o nel lavoro. E’ lì che sorgono problemi comuni e l’impegno collettivo per risolverli. E’ lì che si cresce e si diventa simili. Certo, si può favorire una parità di provenienza, ma non si possono certo spostare dei giovani in altri quartieri o altre zone della città. E’ impossibile e veramente irrazionale. Si socializza anche nelle ore libere nel quartiere. Ugualmente l’omogeneizzazione dell’abbigliamento, può avvenire con l’abitudine, meno con la costrizione. Sono considerazioni ovvie, quasi banali. E poi esiste la libertà di espressione ed anche di abbigliamento nel rispetto della decenza e del buon costume. Fare una legge come la vuole la Meloni significa andare dritti a cozzare con diritti e libertà fondamentali. Ma anche di fronte a queste evidenti cavolate la reazione è blanda. Forse perché queste misure  si ritengono impraticabili, puramente propagandistiche, ed è vero, ma sono anche dannose. E’ il caso che le trattiamo come meritano, con una diffusa opposizione, Eduardo farebbe un bella pernacchia. Facciamola anche noi. Non dobbiamo assuefarci.

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