Cardinal Bertone, a P. Vesme quante omissioni!

18 Dicembre 2012
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Giacomo Meloni 

Dal segretario generale della CSS riceviamo e volentieri pubblichiamo. 

Talvolta può capitare che anche i Cardinali sbaglino o, molto probabilmente, siano stati male informati. Nel caso della visita alla Portovesme  SrL il signor Segretario di Stato Cardinale Tarcisio Bertone è stato informato che l’AD di quella  fabbrica è stato recentemente condannato dal Giudice del Tribunale di Cagliari ad un anno e quattro mesi? Gli è stato detto che il reato è grave? Corruzione  perché colto  in  fragranza  di   reato, mentre consegnava all’ex sindaco di Portoscuso  nove mila euro di  tangente per un cambio di destinazione d’uso di un terreno comunale?
Il Segretario di Stato è venuto a conoscenza che  proprio  il 12 c.m. presso il  Tribunale  di Cagliari si è tenuto il processo d’appello dove sono imputati due dirigenti della Portovesme SrL per il reato di traffico illecito di rifiuti pericolosi e nocivi ?
Il Vescovo di  Iglesias o chi per Lui ha informato il sig. Cardinale della attività pericolosa ed inquinante della Portovesme SrL che lavora i fumi di acciaieria di tutto il mondo e delle gravi ricadute di malattie e morti per tumore nel territorio?
Il sig. Cardinale  non poteva non essere informato sulla chiusura e sulle  vicende dell’Alcoa, su cui ha pesato drammaticamente  soprattutto per la sorte dei lavoratori che hanno perso il posto di lavoro, la rinuncia all’acquisto della Fabbrica da parte  della  Glencore, che pure inizialmente aveva dichiarato un forte interesse  verso la stessa. Ebbene la multinazionale anglo-svizzera è la proprietaria della Portovesme  SrL, proprio di quella Fabbrica che il Cardinale Bertone ha benedetto, magari con al fianco il Gran Cavaliere del Santo Sepolcro l’AD dr.Carlo Lolliri, sul quale anche i Segretari Territoriali della CGIL-CISL-UIL del  Sulcis Iglesiente hanno espresso giudizi lusinghieri, nonostante la menzionata condanna per corruzione.
Ma ciò che più ferisce la nostra sensibilità è la sottovalutazione del momento tragico che vive la Sardegna. Sembrava che la Conferenza Episcopale Sarda nell’ultimo Appello avesse percepito che quello della Sardegna non è solo un dramma socio-economico-occupazionale, ma è la messa in discussione ed il crollo di un vecchio modello di sviluppo, basato soprattutto su produzioni industriali energivore ed inquinanti e sull’abbandono in gran parte delle produzioni tradizionali quali l’agricoltura, la pastorizia e l’allevamento che non sono state interessate ai processi di modernizzazione, nonostante gli ingenti finanziamenti europei in parte dilapidati.
Certo non siamo noi a richiamare alla coerenza Vescovi e Cardinali, ma ci vengono in mente le parole del Papa Benedetto XVI che, intervenendo all’apertura del Simposio di “Religione Scienza e Ambiente” a New Orleans in Louisiana, ha chiamato a raccolta i fedeli sul tema della difesa dell’ambiente con parole forti ed incisive:
I cristiani sono chiamati a unirsi nell’offrire al mondo una testimonianza credibile della responsabilità per la salvaguardia del Creato e a collaborare in ogni modo possibile per assicurare che la nostra Terra possa conservare intatto ciò che Dio le ha donato: grandezza, bellezza e generosità“.

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