Ma vi pareva! Troppo bello per essere vero!

26 Luglio 2017
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Amsicora

Ma vi pareva! Che l’unità a sinistra andasse avanti. Giuliano Pisapia e Roberto Speranza qualche giorno fa hanno condiviso “la necessità di accelerare il percorso unitario avviato in Piazza Santi Apostoli per la costruzione di una nuova forza politica progressista! Addirittura già si parlava di  “elaborare la Carta del Primo Luglio coi punti fondamentali dell’agenda programmatica per il Paese” Di più ,”per guidare il percorso s’ipotizzava la pronta istituzione di “un coordinamento provvisorio plurale ed aperto”. D’Alema rilasciava dichiarazioni di elogio verso Pisapia e di grande apertura verso tutti gli interlocutori. Una perla di saggezza politica. Un certo mondo progressista e di sinistra iniziava a pensare: “questa è la volta buona“.
Non sono della partita, ma ogni segno di semplificazione del sistema politico, in un quadro polverizzato, mi sembra auspicabile sul piano ordinamentale; se poi  inizia un processo unitario nell’area democratica sono ancor più felice. C’è uno spazio enorme da coprire, elettoralmente intorno al 15%, lavorando bene anche di più.
Troppo bello per essere vero! Ahinoi! L’ANSA di ieri batte una notizia incredibile. Saltato l’incontro previsto  tra Roberto Speranza, coordinatore di Articolo 1 - Mdp e Giuliano Pisapia, leader di Campo Progressista. Di chi l’inziativa? Del buon e mite ex sindaco di Milano. E perché mai tanto rigore? “Non c’è spazio per una politica costruita con la testa rivolta all’indietro”, si legge nella nota che ufficializza il rinvio dell’incontro. “L’obiettivo deve essere guardare al futuro dando risposte concrete ai problemi quotidiani del Paese. Queste condizioni positive, che allo stato non sono pienamente realizzate, vanno costruite con un progetto e un programma comune, per i quali continueremo con entusiasmo il nostro impegno”. Con entusiamo?! Beati voi! Per chi ha sperato è una mazzata, se non mortale poco ci manca. E giù la solita litania.”Campo Progressista è nato per dar vita, insieme con altri, ad un nuovo soggetto politico di centrosinistra, alternativo al Pd e antagonista ai populismi e le destre, autonomo e indipendente, in netta discontinuità con il passato, aperto e inclusivo”, scrivono Giuliano Pisapia, Ciccio Ferrara, Luigi Manconi, Franco Monaco e Bruno Tabacci nella nota. “Su questo progetto siamo impegnati e continuiamo a impegnarci con totale dedizione - sottolineano l’ex sindaco di Milano e gli altri - . Campo Progressista lavorerà affinché nei prossimi mesi, il Parlamento approvi provvedimenti urgenti e necessari in materia di lavoro, rilancio degli investimenti, lotta alla povertà e alle disuguaglianze e la legge sullo ius soli”.
Ma scusate, amici miei, Speranza, Bersani, D’Alema & C. non dicono le stesse cose? E non sono sulla stessa lunghezza d’onda quelli di Sinistra Italiana? E “Possibile” di Civati che cavolo vuole, non si battono anche loro per provvedimenti immediati  in materia di lavoro, rilancio degli investimenti, lotta alla povertà e alle disuguaglianze e la legge sullo ius soli? E allora? Allora, confesso che sono confuso e non ci capisco più niente. Se tutti volete queste belle e identiche cose (d’altra parte cosa può volere un normale democratico di sinistra di diverso?) come mai non vi sciogliete e riaggregate a tappe accelerate? Non una semplice federazione, una nuova soggettività politica. Subito!
Ma non è che Pisapia e i suoi risentano il richiamo della foresta del PD? In fondo, un’alleanza con questo partito assicura seggi, pochi o molti che siano, sufficienti per il gruppo dirigente e qualche satrapo di provinci (qui ne conosciamo qualcuno). E non è che gli altri pensino anch’essi al loro particulare, elettoralmente parlando. Si dice che quei tali che parlarono di “cretinismo parlamentare” siano irreversibilmente superati. Ma qui pare che sia diffusa e radicata proprio questa “infermità che riempie gli sfortunati che ne sono vittime della convinzione solenne che tutto il mondo, la sua storia e il suo avvenire, sono retti e determinati dalla maggioranza dei voti di quel particolare consesso rappresentativo che ha l’onore di annoverarli tra i suoi membri”. Infatti sembra che per costoro “qualsiasi cosa accada fuori delle pareti di questo edificio, - guerre, rivoluzioni, costruzioni di ferrovie, colonizzazione di intieri nuovi continenti, scoperta dell’oro di California, canali dell’America centrale, eserciti russi, e tutto quanto ancora può in qualsiasi modo pretendere di esercitare un’influenza sui destini dell’umanità,- non conta nulla in confronto con gli eventi incommensurabili legati all’importante questione” della loro elezione o conferma “nell’onorevole loro assemblea”.
Nulla di nuovo sotto il sole? Sembra di sì. Che tristezza!

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