All’Aja il procuratore chiede l’incrminazione di Netanyahu e di Gallant e di tre capi di Hamas

21 Maggio 2024
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A.P.

Finalmente qualche autorità si è accorta che radere al suolo città, devastando scuole, ospedali, case, strade e ogni cosa, uccidendo migliaia di civili e bambini è un crimine intollerabile e i responsabili vanno puniti.
Il procuratore capo della Corte penale internazionale ha chiesto alla Camera preliminare del tribunale di emettere mandati di arresto contro il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il suo ministro della Difesa Yoav Gallant per “crimini di guerra e crimini contro l’umanità” nella Striscia di Gaza dall’8 ottobre 2023.
Il procuratore ha chiesto alla Camera preliminare del tribunale dell’Aja di emettere mandati di arresto anche nei confronti dei leader di Hamas Yahya Sinwar, Mohammed Deif, Ismail Haniyeh e Diab Ibrahim Al Masri per “crimini di guerra e contro l’umanità” commessi in Israele e nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023.
“Ipocrisia e vergogna internazionale”. Così una fonte politica israeliana ha definito la richiesta del Procuratore capo della Cpi di richiedere l’emissione di mandati di arresto contro il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Yoav Gallant.
La decisione della Cpi “mette sullo stesso piano la vittima con il carnefice”, ha detto - citata dai media internazionali e ripresa da Haaretz - una fonte di Hamas secondo cui questo “incoraggerà la continuazione della guerra di sterminio”.
Il procuratore della Cpi annuncia che, “come ulteriore salvaguardia”, ha chiesto la consulenza di “un un gruppo di esperti di diritto internazionale”, che ringrazia per il sostegno. “Ho convocato un gruppo imparziale per sostenere l’esame delle prove e l’analisi legale in relazione a queste richieste di mandato d’arresto”, dice Karim Khan nelle motivazioni della richiesta alla Corte. Il gruppo è composto da esperti “di immensa levatura nel diritto umanitario internazionale e nel diritto penale internazionale”, tra cui Sir Adrian Fulford, la baronessa Helena Kennedy, presidente dell’Istituto per i diritti umani dell’International Bar Association, Elizabeth Wilmshurst, ex vice consigliere giuridico presso il Foreign and Commonwealth Office del Regno Unito e Danny Friedman. Non solo. In aggiunta figurano due dei consiglieri speciali di Khan, “Amal Clooney e Sua Eccellenza il giudice Theodor Meron”. “Questa analisi di esperti indipendenti ha sostenuto e rafforzato le richieste presentate oggi dal mio Ufficio: sono grato anche per il contributo di alcuni altri miei consiglieri speciali a questa revisione, in particolare Adama Dieng e il professor Kevin Jon Heller”.
Le famiglie degli ostaggi hanno respinto l’equiparazione del Procuratore capo della Cpi tra “i terroristi di Hamas’ e i leader di Israele. Al tempo stesso hanno plaudito alla decisione del Procuratore di richiedere mandati di arresto nei confronti dei capi della fazione islamica, che e’ un “ulteriore riconoscimento dei crimini contro l’umanità commessi da Hamas il 7 ottobre”. “128 ostaggi innocenti provenienti da 24 nazioni rimangono - hanno denunciato - prigionieri nei tunnel di Hamas, dove subiscono quotidianamente abusi fisici, sessuali e psicologici”. “Crediamo che - hanno aggiunto - il modo per dimostrare questa distinzione al mondo sia avviare immediatamente negoziati che libereranno gli ostaggi: i vivi per la riabilitazione e i defunti per la sepoltura”.
“La scandalosa decisione del Procuratore Generale della Corte penale dell’Aja è un attacco frontale e senza riserve contro le vittime del 7 ottobre e i nostri 128 rapiti a Gaza”, ha detto il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz. “Mentre gli assassini di i Hamas commettono crimini contro l’umanità contro i nostri fratelli e sorelle”, il Procuratore “cita contemporaneamente il primo ministro e il ministro della Difesa dello Stato di Israele insieme agli abominevoli mostri nazisti di Hamas”. “Una vergogna storica - ha detto - che sarà ricordata per sempre”.

Naturalmente Netanyahu e i suoi hanno risposto con arroganza. Distruggere e uccidere  per loro è un diritto che nessuno può mettete im discussione e tantomeno condannare.
Anche Hamas ha contestato l’injziativa, dicendo che in qjesto modo si confondono gli oppressori e gli oppressi. E certo i palestinesi sono gli oppressi. Ma la reazione non può consistere nell’assalire, uccidere e rapire persone comuni non impegnate o coinvolte in atti di aggressione. Le cause giuste  quale è quella della Ljberazione della Palestina, vanno perseguite con mezzi giusti. In caso contrario, si diventa uguali all’aggressore.

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