La Regione deve dire un fermo NO a RWM

22 Ottobre 2025
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Andrea Pubusa

Il Tar ha dato 60 giorni alla Regione per decidere sull’istanza RWM di VIA ex post, ossia dopo aver realizzato già il raddoppio in agro di Iglesias dello stabilimento di Domus Novas.
E’ bene ricordare che il nuovo stabilimeto è al momento abusivo e dev’essere demolito, perché il Consiglio di Stato con sentenza definitiva ha accolto il ricorso delle associazioni ambientaliste e pacifiste che avevano impugnato l’autorizzazione regionale al raddoppio, adottato senza la prescritta VIA. La RWM, contando sulla compiacenza delle amministrani regionale e comunale, avevano preso per buona la richiesta della RWM, che, per eludere la VIA, aveva spezzettato l’intervento in varie parti, pur essendo un unicum, ed aveva asserito che nel nuovo stabilimento non si sarebbe svolta alcuna attività di natura chimica. Si sarebbe trattato soltato di un assemblaggio di pezzi e materiali realizzati altrove, come se fare bombe, seppure con produzioni esterne, non implichi manifestamente e necessariamente attività di carattere chimico. Il Consiglio di Stato ha sculato il giochino, ed ora RWM torna all’attacco, chiedendo oggi ciò che avrebbe dovuto chiedere dall’inizio. E mette in campo un duplice ricatto. Lo stabilimento, seppure illegittimamente, è stato già costruito. Secondariamente, il raddoppio dello stabilimento incrementerebbe l’occupazione.
Si tratta di una pressione pesante, ma resistibile. Gli edifici abusivi si abbattono; l’occupazione è importante, ma dev’essere “buona”, ossia volta allo sviluppo pacifico, non alla produzione di strumenti di morte. RWM annuncia di voler produrre droni da combattimento da inviare ad Israele, ossia mezzi per continuare il genocidio a Gaza e dintorni.
Ora, la relazione depositata dalle associazioni ambientaliste ha innanzitutto provato che l’area prescelta per lo stabilimento è garavata da molteplici vincoli ambientali, e quindi è preclusa alla realizzazione di uno stabilimento. Secondariamente, la struttura è volta a costruire strumenti e armi non per la difesa del nostro territorio, ma per l’aggressione dei territori palestinesi da parte di Tel Aviv. Si tratta, dunque, di un progetto in palese contrasto con l’art. 11 Cost., che ripudia la guerra e ammette il ricorso dell’Italia alle armi solo  per difendere il proprio territorio. Le commesse ostentate da RWM sono perciò in modo inconfutabile e manifesto in contrasto col dettato costituzionale. In questa situazione la Regione ha tutte le argomentazioni giuridiche per dire NO alla RWM, ed ha il dovere, anzi l’obbligo di farlo.
Si dirà, ma RWM impugnerà. Benissimo, ha perso già una volta davanti al Giudice amministrativo, e può perdere anche la seconda. Bisogna, dunque, resistere alle pretese bellicistiche RWM, e contrastare il suo disegno, ancorandosi al rispetto della normazione ambientale e alla Carta costitzionale, il cui spirito pacifista è lo stesso della stragrande maggioranza dei sardi, che la Regione rappresenta. Non può la Regione farsi complice di RWM.

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