Autolesionisti al governo. Meloni che statista!

26 Marzo 2026
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Andrea Pubusa

Poniamo che la Russia, come fa oggi l’Iran, avesse nel 2022 allargato le proprie azioni ostili verso la UE, ad esempio, di propria iniziativa chiudendo i rubinetti del gas e del petrolio a basso prezzo che fino ad allora ci aveva fornito. Per noi sarebbe stato un grave pregiudizio, posto che approvvigionarci altrove è molto più caro. Il gas USA ci costa quattro volte in più. Analogamente è meno conveniente rivolgerci a stati africani, che poi non sono, quanto a democrazia, meglio di Mosca. Se fosse accaduto tutto questo, avremmo probabilmente gridato allo scandalo. Invece, difficile a crederci, questa, che è una vera e grave sanzione, ce la siamo autoimposta, un’autosanzione, senza considerare poi la compressione delle attività remunerative di molte imprese italiane in Russia, con grave danno per le nostre aziende e per l’occupazione a casa nostra.

Certo, direte, il danno lo riceve però anzitutto Putin come punizione per l’invasione dell’Ucraina. Ma mica tanto. La Russia ha un mercato infinitamente più grande di quello europeo in Asia; basti pensare ai miliardi di abitanti di Cina e India. Mosca con loro fa buoni affari. Ed allora, dove sta la levatura politica della Meloni, che segue in tutto le decisioni, folli e dannose per noi, di Trump e prima di Biden, ma si smarca rispetto al tycoon proprio  sulle posizioni che potrebbero giovarci (esempio pace con l’Ucraina).

Quando, col senno del poi, guardiamo le insensatezze che hanno condotto ai disastri del ‘900, due guerre mondiali, il nazifascismo ed altro ancora, riusciamo a vedere l’incapacità dei governanti dell’epoca a comprendere tempestivamente le cose e ad agire con fermezza in modo da evitare le tragedie; nel presente, invece, pur di fronte a follie fin troppo evidenti, ne seguiamo passivamente la direzione e la deriva  senza neppure tentare di porvi rimedio o freno. Gaza grida vendetta e noi zitti, anzi i nostri statisti mandano armi per consumare il genocidio o non si mettono di traverso nei confronti di un attacco all’Iran, del tutto ingiustificato (un po’ come l’invasione dell’Irak nel 2003). Anche con la Russia avremmo dovuto guardarci dal far “abbaiare i cani” ai suoi confini, e invece abbiamo usato l’Ucraina come testa d’ariete nell’illusione di frantumare l’orso russo. E oggi, che quel progetto insensato è fallito, continuiamo a non lavorare per la pace, con l’esaltante risultato di mettere in crisi gli stati europei e di rischiare una guerra mondiale.
Dobbiamo aspettare qualche tempo, vedere più morti e devastazioni o crisi economiche, prima di capire la situazione e voltare pagina? Allora anche la Meloni ci apparirà per quello che è: una governante sguaiata e incapace, impegnata solo a seguire le decisioni di un occidente, Trump e UE, ormai impazzito. Fin che siamo in tempo, dobbiamo opporci a tutto questo.

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