Non confondiamo le carte. La deforma Nordio voleva porre la magistratura sotto il controllo del governo

24 Marzo 2026
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Andrea Pubusa

Sento tanti avvocati per il sì anche del foro di Cagliari, che evocano varie ragioni per giustificare il loro SI’ e per spiegare il NO che li ha messi KO al referendum. In realtà questi colleghi vogliono celare una verità indiscutibile, di cui loro non possono non avere piena contezza. La revisione ora cestinata modificava il sistema di formazione dell’organo di tutela dell’autonomia e indipendenza dei magistrati. Se si voleva la separazione delle carriere dei magistrati inquirenti e giudicanti, sarebbe stato sufficiente prevedere due CSM senza modificare il vigente modo di formazione. La istituzione di organi in parte formati col sorteggio generale e in parte in un sorteggio entro una lista formata dal parlamento, ossia dalla maggioranza di turno, che esprime anche l’esecutivo, mostra che l’intento era un altro. Ora che avvocati così accorti come sono i penalisti non abbiano capito questo dato elementare mi sembra poco credibile. Pertanto sarebbe più dignitoso affermare che, nonostante abbiano capito cosa ci aveva cucinato Nordio & C., erano d’accordo.
Invito, tuttavia, a considerare che l’esistenza di magistrati non indipendenti e soggetti a indirizzi dell’esecutivo, rendono i cittadini diseguali davanti alla legge e vanificano la funzione degli avvocati. Un difensore perde il suo ruolo se, quando entra in un’aula di giustizia per svolgere il suo mandato, non è certo di trovarsi davanti dei magistrati autonomi e indipendenti. E’ facile capirlo, anzi è intuitivo.

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