Contro la guerra manifestazioni di massa

29 Marzo 2026
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Andrea Pubusa

I meno giovani ricorderanno che quando gli USA attaccarono il Vietnam di Ho Chi Min, sostituendosi ai francesi, si sviluppò negli States nelle università e poi nelle piazze del mondo un grande movimento di massa, che lentamente ma inesorabilmente investì tutta la società. Gli USA non poterono resistere alla pressione generale e lasciarono il Vietnam fuggendo in modo indecoroso. Si giunse così alla pace, siglata nel 1973 a Parigi. Fu una tappa importante della lotta contro l’imperialismo e il colonialismo, che tuttavia si manifesta oggi in forme nuove. Gli USA ne sono ancora i protagonisti centrali, con al seguito in posizione servente la UE, Israele e governi vari, come quello italiano. L’attacco all’Iran di Trump e Netanyahu ne sono la punta di diamante e noi non possiamo rimanere inermi. L’Iran non china la testa, si difende e risponde attaccando gli aggressori e i territori che ospitano basi americane.
La guerra si estende e rischia di divenire incontrolabile. Non si capisce come Trump reagirà alla risposta iraniana, mentre Israele continua i suoi bombardamenti estendendoli al Libano e dintorni.
Occorre dunque una mobilitazione di massa contro una guerra di aggressione ingiustificata e fuori dalle regole del diritto internazionale e del diritto consuetudinario. Vengono assassinati i governanti dei paesi aggrediti e si iniziano gli attacchi mentre le trattative sono ancora in atto. Barbarie! Sono questi i valori dell’occidente?
Nel silenzio ed anzi nella connivenza dell’occidente, si sviluppano negli USA e in Europa manifestazioni contro la guerra con sempre maggiore partecipazione. Gli studenti e i giovani, come quelli che in Italia hanno vinto il referendum, scendono in piazza divenendo i protagonisti di una opposizione che ricorda quella che si sviluppò contro la guerra in Vietnam negli anni ‘60 del secolo scorso. E a noi vecchi pacifisti impenitenti si aggiungono forze fresche e vitali. A Roma sabato la manifestazione per la pace è andata ben oltre le aspettative, 50 mila presenze in luogo delle 15.000 previste. La TV ci ha mostrato poi la mobilitazioni di milioni di americani in USA. Altrettanto è avvenuto in moltissimi altri paesi. Bisogna continuare su questa strada, annegare e costringere alla fuga i criminali guerrafondai che oggi bombardano e devastano senza giustificazione. Bisogna costringere il governo Meloni a desistere dal suo appoggio alla guerra, così come l’abbiamo costretto a togliere le mani dalla nostra Costituzione.

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