Blocco degli anarchici a Roma e l’art. 17 e 21 Cost.?

31 Marzo 2026
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La notizia: scatta il primo fermo preventivo ai cortei, a Roma 91 in Questura. Bloccati alla commemorazione degli anarchici morti. Meloni: ‘il dl sicurezza funziona’

 

 (Roma, anarchici in via Lemonia per commemorare Ardizzone e Mercogliano) -

 Scatta per la prima volta il ‘fermo preventivo’ alle manifestazioni, introdotto dal governo: 91 persone sono state colpite a Roma da questa misura in occasione della cerimonia di commemorazione degli anarchici Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, i due militanti morti lo scorso 19 marzo nella capitale mentre stavano fabbricando un ordigno in un casale nel Parco degli Acquedotti.
La premier Giorgia Meloni esprime soddisfazione per l’operazione della polizia: “Il decreto sicurezza funziona” - dice riferendosi alla norma che ha permesso l’applicazione della misura da parte degli agenti - ciò che è accaduto “conferma quanto fosse necessaria questa norma. Non serve - prosegue - a limitare la libertà di manifestare, come sosteneva certa sinistra. Serve, al contrario a garantire che le manifestazioni si svolgano in modo pacifico e non violento, come prevede la Costituzione, e a tutelare chi vuole esercitare quel diritto in modo civile, senza violenza e senza devastazione“.
Eppure - come riferiscono i media e trasmettono le TV - poche  decine di persone nei pressi di quel casolare e all’altezza di una chiesa, si erano ritrovati in mattinata  per la commemorazione tra cori e mazzi di fiori rossi e neri, colori di una delle bandiere simbolo degli anarchici. La manifestazione era del tutto pacifica. Data la sua natura, prettamente commemorativa di due defunti, non era ipotizzabile anzi era da escludere ogni pericolo per la sicurezza e l’incolumità pubblica. I presenti avevano in mano fiori e non armi. C’è in questa vicenda una violazione palese della Costituzione. L’art. 17 infatti garantisce il diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Trattandosi dell’esercizio di una libertà, non è richiesta autorizzazione (le libertà non sono per loro natura autorizzate); in luogo pubblico - a tutela della manifestazione - è necessario il preavviso (3 giorni prima) all’autorità, che può vietarle solo per comprovati motivi di sicurezza o incolumità. Comprovati vuol dire che devono esserci accadimenti obiettivi che lasciano prevedere pericoli per la sicurezza e l’incolumità pubblica e l’essere anarchici è solo un modo di pensare che rientra nella libertà di pensiero sancita dall’art. 21 Cost. Dev’essere chiaro che le libertà per loro natura hanno come presupposto una tensione critica o un antagonismo verso il potere, ma è proprio questa possibilità di critica o di opposizione che la Carta vuole tutelare. Questa è la democrazia. Gli anarchici hanno dunque il diritto costituzionale di manifestare.
Che fare dunque? Occorre trovare l’occasione per portare il decreto sicurezza davanti alla Consulta perché certamente la Corte costituzionale farà piazza pulita di queste norme manifestamente contrastanti con la nostra legge fondamentale, con buona pace della Meloni e & C. che hanno come modello la legislazione liberticida del triste ventennio nero.

 


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