DNA dei veneziani: scienza o razzismo?

16 Novembre 2009
1 Commento


Francesco Cocco

Mi preoccupa questa storia del dna dei Veneziani. Sono una popolazione in estinzione, ed allora a qualcuno appare giusto adottare tutte le misure per preservarne la “razza”. Dico subito che i Veneziani mi sono simpatici per tante ragioni: la bella cadenza musicale della loro parlata, il carnevale con cui per qualche settimana fanno rivivere costumi e modelli di antico splendore, la loro tenacia nel continuare a vivere in un ambiente urbano che, incomparabile per il turista, non è molto agevole nella vita quotidiana dei residenti. E potrei proseguire elencando tanti altri motivi della mia simpatia, ma non è sufficiente a fugare i miei dubbi.
Preciso subito che non mi preoccupa in sé la ricerca del dna dei Veneziani doc. Oltretutto nel loro caso potrà servire a ricostruire i legami con tante popolazioni del bacino del Mediterraneo ed a conoscere tante peculiarità biologiche. Così come nel caso di analoghe ricerche in Ogliastra che potranno essere utili (così ci auguriamo) ad individuare i segreti della longevità di quella popolazione, e magari la possibilità di scoprire un qualche elisir di lunga vita.
L’aspetto preoccupante è l’ambiente politico in cui la ricerca avviene. L’insistere della Lega-Nord sulla diversa origine (quella celtica) delle popolazioni della “Padania” e quindi su di una diversa natura”razziale” di quelle popolazioni rispetto alle altre popolazioni italiane, e segnatamente a quelle del Meridione e delle Isole.
Così il serenissimo dna veneziano potrebbe diventare un’altra tessera della preoccupante marcia verso la rottura di quell’unità nazionale che gli Italiani si sono dati un secolo e mezzo fa. Forse anche in Sardegna qualche amante del folclore politico potrebbe proporre la ricerca delle nostre specificità biologiche per dare nuove basi istituzionali all’ Isola. Sarebbe un utile diversivo per chi vuole sfuggire alla soluzione dei seri problemi che ci affliggono.
Altro discorso è la messa in evidenza delle specificità culturali. La ricerca di quel che un popolo, a prescindere dalle caratteristiche biologiche, è andato costruendo nella storia.
Ed anche qui va precisato che la ricerca del proprio ruolo culturale non è per auto-esaltarsi ma soprattutto per evidenziare quel che ogni popolo può portare al patrimonio comune. Se c’è una tale consapevolezza culturale forse sarà anche possibile indagare sul dna delle tante popolazioni che compongono il nostro Paese senza la preoccupazione che sia l’inizio di una marcia verso il baratro. Anzi potrà essere uno strumento per trovare tanti legami biologici comuni. Perché in fondo discendiamo tutti da quell’ umanoide che molte decine di migliaia di anni fa iniziò dall’ Africa la sua marcia verso tutte le terre emerse del Pianeta.

1 commento

  • 1 matteo
    15 Dicembre 2009 - 19:07

    Il dna dei veneziani ? E quale sarebbe? Non diciamo sciocchezze. la metà dei residenti è di origine dalmata istriana l’altra metà si divide tra veneti e italiani di altre regioni. La specificità dei veneziani si è persa da alcuni secoli.
    Giudecchino da sei generazioni
    Baci

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